Piedi

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Effetti collaterali alla notizia di trasferimento

domenica 17 gennaio 2016

Shanghai fa rima con...??? NO, purtroppo non è HAWAI la risposta)!

A gran richiesta...eccomi qui again! 
Va beh, la gentil domanda di farmi viva con un segnale di fumo è partita in verità solo da un paio di amiche ma pare inutile soffermarsi su sottigliezze di calcolo, no?  Che poi a me i numeri non hanno mai  toccata nel profondo. Non sto qui a raccontarvi del patrimonio monetario dilapidato ai miei genitori in ripetizioni di matematica. Diciamo che siccome son amiche con la A maiuscola, meglio ancora anime sorelle...non si può far finta di nulla dai!
In verità e' bene metter nero su bianco i trascorsi anche perché il blog servirà in futuro ai miei figli in primis. È così che l'ho partorito, poi ho pensato che magari aprendo un tantino la finestra agli amici qualcuno potesse anche farsi due risate, Rifelssioni no, sarebbe troppo ma una piccola scintilla di qualche madre pasionaria di temi educativi l'ho accesa anche io. 
Servirà, dicevo, alla triade che occupa disordinatamente la mia dimora  per ricordare ciò che hanno attraversato in questi anni, traghettati all'altro mondo insieme a due condottieri che in verità, pur cercando di tener ferma la rotta, navigano un po' a vista. 
Bene di cose ne sono successe davvero mille come in ogni famiglia che si rispetti ma la novità delle novità e' che : 

1. Edo  si è fidanzato (contro il volere di mamma che tanto non conta niente a questa età). Non posso dare dettagli sulla filip/danese (ops e' scappato) se no mi spiaccica come una cacca (espressione coniata da Maria quando è inferocita)  e considerato quanto è cresciuto negli ultimi mesi ora temo lo potrebbe fare per davvero, anche se dei tre e' sempre quello più in cerca di coccole materne. Si sa però che quando i figli attraversano la malattia adolescenziale non sono più in se' quindi faccio attenzione e la pianto qui...anche se vorrei ben andar oltre sul fatto che non mi pare una spilungona, veste troppo scollato, dorme troppo poco (lo so perché fa Skype con mio figlio)...Zitta!

2. Abbiamo  combattuto una efferata battaglia di un mese contro gli enormi scarafaggi volanti cinesi (ora vinta amici miei potete venire a trovarci, yes!). Non vi dico quanti Flit ed affini  ho acquistato, diciamo che un piccolo contributo ad allargare il buco dell'ozono purtroppo l'ho  dato anch'io stavolta.

3. Sono andata al salone del libro per l'infanzia struggendomi d'amore per  le illustrazioni delle copertine di alcuni testi che in genere sono opere d'arte incomprese. Soprattutto ai miei figli che continuano a guardarmi con la  tenerezza riservata ai malati d'alzaimer perché sono un'amate di volumi cartacei, a dir loro, senza speranza (si riferiscono ai libri ed a me indistintamente).

 4. Ho organizzato uno sleep over (pigiama party) per cinque bambine settenni amiche di Polpetta con le loro "maledette". American dolls  (che costano 200 euro ed al confronto di qualunque italian doll, vedi la nostra cara Agata, ovvero Cicciobello travestito da femmina,  fanno "cagare") con tanto di pizza session, lettura animata e colazione a sei portate (ok una era la pizza reciclata della sera prima ma si sa agli stranieri piace pensare che noi italiani mangiamo pizza ad ogni pie' sospinto e allora tie'...accontentate!) . Ma quanto mangiano ste bambine?????

5. Acciuga ha finalmente un branco di amici. Lo chiamo così perché è un bel gruppone che si sposta in massa, quasi prevalentemente costituito d maschi con lunghe leve al posto di gambe coperte di una lieve peluria scura. A questo si accompagna in genere un paio di peli radi, non ancora baffi, ai lati delle narici, qualche raro apparecchio ai denti,  sempre più sporadico vista l'età ormai puberale per cui ogni cosa e' una figura di cacca. Braccia penzolanti al termine delle quali sta perennemente agganciato un telefono, e ascelle che producono un olezzo pari a un minestrone stantio dimenticato da mesi nel frigo. Sarà che a me zuppe e brodi non stan simpatici. 
Il branco si muove per Shanghai in metropolitana sfoggiando un senso dell'orientamento che mi sbalordisce ogni volta. Comunque la sera Acciuga torna a casa sempre in tempo per fare i compiti, cenare, condividere la sua giornata in due parole se richiesto dai parents e schiantarsi sul divano coi fratelli litigando per accaparrarsi la parte più comoda, dove si possono allungare le gambe. Inutile dire che la piccola peste, non si sa come, di solito è prevaricante. Sarà che è femmina?

Ok tutte cosette fino ad ora...la grande novità e' che ci spostano a Dubai. Io avevo detto Europa, se non proprio Milano ero pronta per la Svizzera toh ma la città del bengodi no, non me l'ero neppure lontanamente immaginata...
Che shock! Quando la cosa si è fatta seria ho perfino dovuto andare a cercarmela sul planetario! E tutti a dire "ma daiiii non sei contentaaaa????" 
Mah che vi devo dire ? Sono perplessa, shakerata, un po' come la goccia d'olio che si butta nella pasta per non farla incollare. Galleggio diciamo, sto sospesa e guardo dall'alto. Nel frattempo alterno azioni sensate ad ore trascorse a guardar nel vuoto:  preparo i documenti per le scuole, raddrizzo i quadri che Marito ha appeso un anno fa mettendo chiodi talmente storti da sfidare la forza di gravità, scrivo mail al parroco di Dubai (giuro l'ho fatto per davvero), allineo le scarpe nella scarpiera cercando perfino di accoppiarle, ho perfino comprato un dizionario di arabo! 
Eh no, questa volta mi sa che un'altra fatica linguistica non ce la faccio ad affrontarla, e poi hanno detto massimo due anni e poi back To Europe!!!! Lo scrivo a chiare lettere. Chissà mai che il capo di Ale non legga il mio blog 😄
Per il momento inizio a collezionare i commenti a caldo di parenti, amici conoscenti, vicini di casa ...ve li butto lì. Fatevi due risate! 

Ma dovrete passare sopra la Siria per andare a Dubai? (Beh, spero che l'Alitalia ci risparmi questa suspance mentre siamo a gambe all'aria pagando sonori soldi e pregando i santi più cari. La mia paura dell'aereo non terminerà mai)

Mi hanno detto che non potrai uscire da sola di giorno. (Invece di notte si? Nel caso cambierò abitudini, peccato non potrò più uscire in pigiama però, quello è ammesso solo in Cina...)

Se ti beccano tradire tuo marito ti lapidano lo sai? (Non ci avevo pensato...Come saggiamente dice una mia cara amica "dopo anni di addestramento non ci penso neppure ad iniziare il training per un altro dello stesso genere. Sposo questa tesi.)

Durante il Ramadan non puoi mangiare neanche in casa tua (sarà la volta che perdo sti benedetti chili di troppo! Yeah )

Scherzi a parte, da settembre prossimo iniziate a guardare il costo dei voli. Apriamo le prenotazioni!


mercoledì 7 ottobre 2015

Sri Lanka Mon Amour

Come sempre non sarei partita, neppure questa volta. Neppure se la meta era lo Sri Lanka. 
Odio fare le valige, soprattutto se devo ridurre la scelta a quanto sta pigiato in un trolley, affidarmi ad un pilota che intravedo mentre si imbarca di sfuggita cinque minuti prima di esser trasportata a gambe all'aria, mangiare il cibo dell'aereo che se va bene sa di plastica fusa, arrivare in un paese accolta da una pioggia che in cinque secondi  marcisce le uniche scarpe che ho portato. Non sono un genio nel prepara i bagagli!
Lo so bene che sputare sulla possibilità di fare una vacanza e' indecente ma non posso descrivere ciò che per me non è, almeno dal  punto di vita emotivo.
Posso però dire che a parte le fatiche caratteriali lo Sri Lanka poco alla volta mi ha conquistato. E lo ha fatto soprattutto tramite le persone che ho incontrato. 
Sarei rimasta ore a parlare con la signora in spiaggia che cuce copriletti di seta che non servono a nulla se non a farti sospirare per tanta bellezza. Messi sul letto infatti scivolano da tutte le parti ma pazineza! Ovviamente  ne ho acquistati un paio che userò  come regali di Natale o come ho detto a Marito come corredo per Maria. Non avevo altre scuse e mi pento di non averne comprati una montagna per tutti i figli dei nostri amici. Dispiaciuti eh? Motivo per tornare in Sei Lanka!
Anche con il ragazzo che assomigliava sputato a Tarzan e portava la sua barca sul fiume nel safari come se fosse la cosa più naturale del mondo per veder i coccodrilli avrei voluto chiacchierare fino a sera invece di poter solo scorgere nei suoi occhi pezzetti di quella vita così selvaggia. Mannaggia a non saper il cingalese! Sicuramente  lui vedeva senza sbagliare nei miei il terrore di finire giù dalla sua leggerissima canoa che poi è un attimo e zac...sei finito. Questi erano i miei pensieri mentre scivolavamo in mezzo a cotanta natura. Pensieri di terrore perché mentre ci indicava i piccoli alligatori appena nati io mica mi intenerivo. Pensavo infatti ai loro genitori, dove si nascondevano? Saranno  mica stati tutti orfani no? E i miei figli giù a ridere come matti dei miei pensieri mortiferi...
Mi porto dentro lo sguardo ancora di pena, nonostante siano passati più di dieci anni, e le parole di riconoscenza per gli aiuti ricevuti, dell'amico locale che ci ha raccontato lo tsunami portandoci a pregare un attimo al memoriale costruito nel punto in cui il mare ha travolto sessantamila persone.
Di questo popolo mi è rimasta dentro la meraviglia del sorriso sincero e contento di incontrare lo straniero, di conoscere un pezzetto di mondo attraverso i nostri racconti, l'ammirazione per quella camminata lenta e sensuale che li contraddistingue, perché nessuno li e' malato di stress e non c'è bisogno di correre e l'autostrada che è una sola la percorriamo solo noi viaggiatori perché loro si spostano con calma perché il paesaggio e' più bello. Il colore della pelle e dei capelli così neri che di notte, sotto la luce della luna, sembrano striati di  blu come le code dei pavoni che numerosissimi abitano il paese.  L'odore di cannella e cardamomo che esce dalle pentole di improvvisate cucine nei villaggi costruiti lungo le rotaie del treno. Il rapporto giocoso che hanno con le onde dell'ocean che seppure li abbia traditi mortalmente offre a tante semplici famiglie la possibilità di correre coi loro figli  sulla spiaggia a non farsi prendere.
Il resto, gli elefanti, i templi le scimmie, più numerose di quanto potessi immaginare, il cocco le  città coloniali e le spiagge si possono facilmente immaginare e leggere sulle guide. 
Mi rimane infine un senso di profonda gratitudine perché il viaggio mi ha permesso di confrontarmi con la dimensione del coraggio, che è innata, e di cui sono poco provvista per natura, ma anche con la dimensione della socialità che invece mi appartiene e mi ricolma ogni volta che torno da un luogo di ricordi capaci di modificare la mente. 
Dovrei ricordarmene quando faccio le bizze per non partire! 

venerdì 18 settembre 2015

Espreso con late?

Eppure non dovrei più stupirmi. Non dico di nulla ma di certo non di una zampa di gallina posata accanto al  caffè. Eppure accade ancora. Mi chiedo fino a quando l'asiatico mondo, cinese nello specifico, perché se accorpassi i singaporegni o gli honkonghesi sarebbe un errore madornale, continuerà a provocare nel mio cervello quel provvisorio stato di disorientamento che si fionda dritto negli gli occhi provocando uno spalancancamento degno di quelli di ET.
Eppure stamattina e' accaduto di nuovo. Ero al supermercato, felice e abbastanza in equilibrio da spingere il carrello seguendo una meta precisa e non vagabondando come una paziente di un reparto psichiatrico (ogni tanto accade lo ammetto) quando ho avuto il desiderio di prendere un caffè. 
Mi sono ricordata che pochi giorni prima, per puro caso,  avevo scoperto che nel "ristorantino" del piano di sopra, in un infinmo angolino, si nascondeva una signorinetta in grado di preparare un caffè capace di teletraspore la mia persona in Italia per qualche nano secondo.
Certo sto esagerando perché nell'infimo angolino di cui sopra le narici non si riempiono affatto di quegli effluvi zuccherosi provenienti da croissant tiepidi, ne' le orecchie si possono beare del tipico ticchettio dei cucchiaini da caffè che noi italici sappiamo far danzare nella tazzine di ceramica come dei coreografi. 
Comunque chiudendo gli occhi ben bene il gusto del contenuto nel bicchiere di plastica e' abbastanza simile per cui anche solo per un breve minuto d'illisione ho deciso di lasciare a metà la spesa e avventurarmi nell'infimo angolino. 
Ho attraversato i tavolini del ristorante già operativo nel servire verdure saltate alle 10,30 di mattina e ho cercato la signorinetta. Grazie al cielo era lì alla cassa che mi sorrideva. 
"Espreso con late?" Fa con un accento degno di quello mio nella sua lingua  per cui mi sento autorizzata a proseguire nei miei strafalcioni cinesi.
"Si poco poco grazie" (che qui te ne mettono sempre un litro).
"Oggi abbiamo le zampe di gallina se vuoi"
"No grazie prendo il caffè va benissimo. Avete i cucchiaini?"
Non risponde...ma riprende:
"Ma le zampe sono fresche"
"Eh si ci credo solo che con il caffè...?"
"Costano poco sai?"
"Le ha lavate mia sorella in cucina"
(Ah beh, una garanzia penso!)
"Va bene allora oggi te le regalo io" sorride tutta contenta mentre posa le zampe alla destra della tazzina. 
Che dire ...le uso come cucchiaino?


domenica 13 settembre 2015

Happy Wife Happy Life! A volte....

Non è che mi piaccia rendermi ridicola, affatto. Ma siccome ho deciso di raccontantare un po' di  Cina attraverso le esperienze che vivo quotidianamente nel paese dei noodles anche questa volta mi devo esporre al ludibrio. 
Bene, o meglio male. Stavo infatti di nuovo un po' maluccio col dolore alla testa da qualche tempo, che per di più dopo le vacanze si è presentato in compagina di un' altra poco simpatica compagna. La fascite plantare! Si concordo, il nome e' curioso e secondo Marito mi piace soffrire di malattie originali a volte incurabili. Sorvoliamo...
Con ben due validi motivi per richiedere  l'intervento dell'assicurazione sanitaria stavolta mi sentivo degna di esser presa in carica. Peccato che a me piaccia soprattutto la medicina alternativa e questo non sposi la policy dell'assicurazione sottoscritta  dalla nuova svizzer azienda per cui Marito lavora. 
Ma tant'è "Happy Wife Happy Life" quindi il coniuge non ha ribattuto più di tanto sul fatto che anche stavolta la dovremo pagare di tasca nostra la terapia.
Non è colpa mia se gli svizzeri stentano a creder che due aghi ben messi tra le caviglie ed uno in mezzo alla fronte ti faccian scender la febbre in men che non si dica o che l'intruglio di funghi neri macerati possa far passare le paturnie anche alla moglie più inferocita del pianeta. Non è' il mio caso, non ancora almeno!
Ora,  uno che legge questo blog da un po' di tempo tenderebbe a pensare che mi sia rivolta al dottor Kim o alla dottoressa Zhong di cui ho tessuto le lodi più volte in passato ma non è così. Non che me la sia andata a cercare stavolta ma l'occasione di provare l'ennesimo nuovo medico tradizionale cinese  mi è proprio caduta nel piatto. 
Stavo infatti parlando dei miei nuovi e vecchi dolori con l'amica vicina di casa giapponese quando guarda caso questa mi dice che il suo german marito aveva appena trovato il sancta sanctorum dei guaritori. Vuoi non provarlo e rischiare di offendere il suggerimento del tedesco? 
Neanche a pensarci che mi trovo già al telefono a prenotare la visita da medico/guru tale dottor Xia'.
La famiglia e' un po' perplessa all'idea che la mamma riprenda magari a bere le schifezze puzzolenti e ad assentarsi per la cura ma il fatto che l'ospedale si trovi a pochi minuti da casa gioca un ruolo decisivo,  e le distanze non son bazzecole qui a Shanghai, qualunque spostamento si organizzi di effettuare.
Così sabato mattina mi trovo puntuale per il mio trattamento nell'ingresso super bianco marmorizzato dell'ospedale vicino casa. Ad accogliere i pazienti all'ingresso dell'imponente struttura un bancone in radica dietro cui recitano tre simpatiche signorine vestite da infermiere. Che poi lo siano per davvero infermiere sarebbe da verificare ma diciamo che se l'abito fa il monaco loro sono entrate nella parte pur facendo le receptionist.
E qui inizia l'esperienza a tratti alluCINAnte a tratti surreale che non potevo non condividere. La prima si alza e mi sorride, la seconda mi dice benvenuta e la terza mi dice di andare al secondo piano. Ora che in Cina siano in tanti e che tutti abbiano diritto ad uno straccio di lavoro mi era chiaro ma le tre Qui Quo Qua al femminile sono un tantino eccedenti il fabbisogno di qualunque paziente.
Le ringrazio non sapendo bene chi guardare negli occhi ma aggiungo che io devo andare al terzo piano. E mentre mostro il cellulare col messaggio del medico che dice chiaramente "3rd floor " le tre signorine in un improbabile rosa divisa mi attorniano gentilmente prendendomi il telefono dalle mani e iniziando una conversazione tra loro che le vedrà occupate per circa una ventina di minuti  al termine della quale compare dal nulla una quarta figura che conclude "grazie signora allora vada pure al secondo piano, abbiamo l'ascensore". 
A quel punto provo a ripetere il cognome del medico con un lieve accento diverso, non che sia possibile un  gran margine di errore se devi pronunciare una nome di tre lettere ma non si sa mai, tentare non nuoce. Nulla, la mia pronuncia non sortisce nuovi effetti, il volto delle tre rimane  impassibile, come paralizzato in una smorfia ebetemente sorridente.
Ora vorrei dire, che l'ascensore lo abbiate lo intuivo, e' enorme, fatto di specchi ed anzi ne avete ben due vedo  a circa un metro da me, grazie! Io so che devo andare al terzo piano perché me lo ha scritto il dottore in persona vorrei urlare ma siccome non ho intenzione di star qui fino a lunedì che poi inizia la scuola e devo prepar la colazione ai miei tre figli che al mattino si svegliano ogni giorno come  se fossero usciti dal letargo e non so perché ma mangiano come dei dannati, sorrido, gentilmente  mi riapproprio del mio telefono e decisa salgo. Ormai non sono più una novizia di questo paese penso tra me e me, so come ci si comporta, bisogna avere spirito di decisione se non si vuol perder tempo in lungaggini inutili.
Faccio come voglio io e vado al terzo piano, sia chiaro. 
Le porte dell'ascensore si aprono su un altro mega ingresso che si affaccia su un lunghissimo corridoio  buio. Nessuna indicazione o traccia di esser umano nei paraggi. Un po' in ansia e percorro il corridoio sino a quando una fioca luce appare, e' lo studio del dottor/guru Xia'!
Sospiro di sollievo ma per pochi minuti. Compare da sotto la scrivania la segretaria, parla solo cinese. Stava dormendo? Mah...di solito si ripiegano sul tavolo  ma magari questa ha abitini diverse, vallo a sapere. Fa una certo numero di telefonate un po' trafelata e poi compaiono incolonnati  il dottore con un'altra infermiera che avanzando con passetti piccolissimi come se fosse una geisha lo segue. La faccia del guru e' simpatica, bene. Io parlo in inglese più due parole di cinese e lui mi risponde in inglese. La segreteria traduce il mio inglese al dottore. La scena e' strana. Avete capito bene, lui l'inglese lo sa. Quello che non è chiaro e' come sappia rispondere ma non comprendere...Dal momento che mi si rivolge in inglese dovrebbe capire penso...ma anche questo fa parte del pacchetto Cina. La segretaria, sta poveretta dovrà lavor pure lei no?
Inizio con raccontare del piede, della terribile fascite che da marzo scorso mi tormenta ma subito lui mi ferma. Non la cura. L'infermiera ripete il concetto da lui perfettamente espresso con un inglese più scarso. Sia mai che la licenzino per inefficienza. 
Che delusione, eppure avevo letto che per la fascite plantare l'agopuntura poteva essere risolutiva. Va beh, negli anni  ho imparato la lezione mai cercar di far cambiare idea ad un cinese durante la stessa conversazione, impossibile. Magari torno la prossima settimana mi metterà  gli aghi e voila' sarò guarita. Oggi si vede che di piedi non ne vuol sentir parlare. Non gli va! E dire che avrei pure lo smalto!
Ok allora passo al secondo argomento: la cervicale. Si illumina, e alzandosi con impeto inizia ad arrotolorsi le maniche del camice che rivelano al fondo due manine pallide e minuscole. Sottodimensionate. La mia concentrazione e' svanita, rapita dal particolare di quelle due manine che mi sembrano quelle dei miei figli in adolescenza.
In breve senza neppur accorgermi mi trovo stesa prona con la faccia conficcata nel buco del lettino medico. Le buffe manine ahimè si rivelano tenaglie. Partendo dal palmo della  mia mano stesa inerme risalgono per tutto il braccio provocandomi con la digito pressione una serie di scariche elettriche, lievi non dolorose ma strane, mai provato prima questa sensazione di vibrazione interna che si collega alla testa. 
Arrivate al collo le manine si arrotolano su loro stesse a mo di pugno e pian piano ma neppure pianissimo salgono fino alle testa e lievemente mi colpiscono. Sto pagando il guru perché mi picchi arruffandomi i capelli? Sono certa che Marito mi dirà che lo farebbe lui volentieri gratis!
Non posso dire di averle prese no, sarebbe eccessivo però è stata un'esperienza surreale. Le nocche premevano il cranio  e poi lo lasciavano improvvisamente. La percezione del sangue che fluiva nella testa diventava sempre più visibile. Davvero strano, non saprei che altro aggettivo usare. Chi soffre di mal di testa sa che premendo le tempie si prova talvolta un senso di sollievo. Ecco era un po' così ma faceva anche un po' male e poi bene di nuovo.
Mezzo stordita dall'imprevedibile trattamento al limite del sadismo ma ancora capace di parlare pongo al guru una domanda che a ripensarci ha a dir poco del ridicolo. Si vedranno i lividi? 
E lui in tutta naturalezza ma continuando il leggero martellamento sul mio scalpo risponde "sotto i capelli no". Ah beh è già qualcosa. Va avanti così per mezz'ora abbondante, ma dove trova tutta sta forza sto ometto no lo capisco.
Prima di lasciarmi in pace a riposare qualche minuto sotto una coperta il dottor Xia' compie un gesto a metà tra il tenero e l'imbarazzante. Mi sistema i capelli con la delicatezza che si usa con i bambini piccoli e poi scompare. 
La segretaria mi dice che lo rivedrò sabato prossimo. Beh ci devo pensare diciamo. Devo capire come va la settimana col mal di testa e metabolizzare l'esperienza ancora un po', condividerla con gli amici e riderci sopra. 
Nel frattempo mi conduce verso l'ascensore e la vedo premere decisa il tasto del secondo piano. Le faccio presente che mio marito mi aspetta al piano terra (che qui si chiama primo piano) ma lei imperterrita nel suo sorriso mi dice che il secondo piano va bene per me. Stavolta mi arrendo, andiamo a sto benedetto secondo piano e facciamola finita.
Bene le porte si aprono e scopro che li c'è il centro nevralgico dell'ospedale, tutto un pullulare di pazienti ed infermiere accoppiati uno ad uno. A quel punto mi spiegano che normalmete prima si sale al secondo piano poi si compila il questionario, si paga e solo quando viene assegnata un infermiera inglese parlante si può andare dai medici con l'ascensore apposito che non è affatto quello che ho preso io prima finendo dalla parte opposta dei reparti.
E che cavolo, potevano almeno dirmelo le tre bertucce della reception no? 

mercoledì 12 agosto 2015

Ricominciamo

Ricominciamooooo??? Gridava Pappalardo negli anni 70 e grido anch'io per darmi la carica a vivere un altro anno nella terra dei rutti e degli sputi (pardon del tè verde e della seta)...
Ricominciamoooo? Si' dai che è' un attimo ed è Natale mi ha detto oggi al telefono un'amica di merende espatriata come me...
Ricominciamooooo? Ma certo! Perché andare a scuola il 13 agosto cosa vuoi che sia? Ho detto oggi ai miei figli che alle sei e venti, orario di sveglia, eran tuonati come delle campane di montagna ed allegri come un orso svegliato con una svecchiata di ghiaccio dal letargo. 
E poi cosa volete cara prole ognuno ha le proprie  fatiche, vostro padre col giovane collega sinoamericano lanciato in una competizione serrata (a cui partecipa da solo ma forse non se ne rende conto poveretto)  per apparire vincente su tutti i fronti, vostra madre con una serie di questioni più da Cenerentola (e per questo piuttosto frustranti) che vanno dal combattere in casa l'infestazione di millepiedi pungenti che se ti pinzano sono urla e dolori, la spesa ai 4 capi della città, comodo eh?, la scomposizione delle valige che sembrano aver quintuplicato il contenuto, l'aria condizionata che funziona(va) ma ora ha deciso di mollarci ai 31 gradi con un tasso di umidità che fa invidia solo alla Foresta amazzonica.
Ricomnciamoooo?...Siii dai, facciamo finta di niente, che non scrivo da un po' non perché mi ero disamorata del blog ma perché ho inciampato negli eventi della vita. Fa figo eh detta così? Banalmente un paio di volte ho pure scritto ma poi non riuscivo ad inserire le foto e giorno dopo giorno mi son dimenticata, ecco la verità.
Ricomiciamoooo???? Buona vacanza amici cari super invidiati perché siete ancora tutti al mareeeee!!!!
Almeno abbiate la grazia di dirmi di siiiiii!!!!!

martedì 9 dicembre 2014

Peace and calm





Se non ho fatto male i conti mancano 11 giorni alla nostra partenza, 14 al Natale, 27 all'Epifania  e soli tre o quattro, nella migliore del ipotesi, prima che mi prenda lo sclero ed inizi a far valigie. Sento gia' saltire nell'aria un certo fremore natalesco, anche qui, dal mio piccolo avamposto d'oriente! 
E dire che a Shanghai, per quanto ce la mettano tutta, ahimè ad occidentalizzarsi,  si fa fatica a percepire anche solo un decimo di quel clima natalizio che invade invece più o meno similmente l'Europa (a ragion veduta per altro).
Il selvaggio richiamo del bagaglio di cui sono felice preda però non è affatto dovuto ad una mente strategicamente organizzata. E' più un fattore emotivo che non tengo sotto controllo a far si che metta e tolga roba  dalle valigie senza una logica precisa a partire da un tempo precedente al rimpatrio piuttosto variabile. 
In questo periodo che precede la transumanza divento simpatica a giorni alterni ma se chiedete a Marito non sarebbe d'accordo. Ho paura che direbbe che divento semplicemente una moglie ingestibile. 
Se chiedete a Polpetta direbbe probabilmente che le gocce di Tiglio, che le somministro nella speranza di domare la sua iper verbosità galoppante, le dovrei prendere io in questo periodo.
Se chiedete a Acciuga mi dipingerebbe, come e' tipico del bambino dotato di un'eccezionale capacità di sintesi, pur non faticare neppure verbalmente, con un aggettivo che a lui piace molto ma è davvero brutto da usare nei confronti di una madre tanto carina come sono io: pesante. In qualunque accezione lo si intenda! 
Se chiedete ad Ado non oso immaginare come risponderebbe. Probabilmente produrrebbe un grugnito, uno sbuffo o un rutto selvaggio seguito da una risata. Ultimamente il linguaggio animalesco tra lui ed i suoi amici ha preso il sopravvento su quello umano. Origliando qualche conversazione, come ogni madre che si rispetti sa fare, odo solo parole mozze "ehi bro" "ye!" "Ke" . Deciso a dimostrare di essere altro da noi per conquistare la sua personalità fa di tutto per metterci alla prova non ultimo cenare con lo scalda collo sulla testa tanto per farci inc....are.

Il fischio perenne nell'orecchio al confronto dei decibel che posso raggiungere con  urla che non sapevo di possedere in corpo non è nulla al confronto!

Grazie al cielo mi sono invaghita degli oli essenziali, continuando la ricerca sulla cure per acufene sono finita a scoprirne uno che si chiama "peace and calm", giuro non è uno scherzo. Chi lo vuole ? 

Pensavo di ordinarne una decina di boccetti, poi parlando di qua e di la con le vicine di casa sono arrivata ad un ordine pari ad un container...siamo finiti in un compound di madri potenzialmente omicide? 
Non vorrei mi eleggessero presidente, meglio partire e dimenticare per un po' che oltre ai problemi coi figli vivo temporaneamente in un paese in cui :

1) le barelle viaggiano per strada e non solo in corsia



2) Il ristorante dietro casa al mattino lascia aperto il bidone zeppo di ossa avanzate e carne purulenta in bellavista.

3) La pittoresca casetta di legno che amavo fotografare per il suo aspetto behemienne e' stata rasa al suolo senza pietà per creare un incomprensibile passaggio verso il nulla.

4)Il concetto di privacy e' praticamente sconosciuto ai cinesi quindi la biancheria intima appesa a qualunque genere di filo sfiora impunemente lo sguardo del passante anche del più distratto


5) Il " dentista" e' una professione che si può svolgere anche all'aria aperta!




Ho imparato però in quasi tre anni di espatrio che queste cosucce fastidiose si dimenticano però in fretta appena si mette piede nella terra del tricolore dove invece ricorderò certamente che:

1)A novembre alla scuola dei ragazzi c'è stata la fetsa delle nazioni che come ogni anno mi commuove non appena si attacca con l'inno 



2) Maria e' diventa una  girl scout e non fa altro che rammentarci le regole della buona convineza civile in Cina
  
 
3) Abbiamo attraversato indenni l'ennesima festa di  hallowe'en



 

4) Ho avuto per un mese intero ad accudire le mie fatiche la nonna Marisa (qui in versione sportiva davanti al x box)

5) Questa città ha una serie di eventi culturali incredibili (se solo sapessero dirci prima dove e quando si svolgono sarebbe meglio ma pazienza si scoprono per caso).

6) Ho un'amica indiana che porterò nel cuore per sempre 

..., E Maria farà altrettanto con un'amica brasiliana


7) Ho organizzato l'ultimo carità bazar vendendo tovaglie cucite da un sarto disabile con Michela (ma questa e' un'altra storia che non ho ancora raccontato).


Insomma, non sono ancora partita ed alcune cose della Cina mi mancano già un po', ma sono fatta così, non amo lasciare, salutare, partire in generale.
Grazie al cielo e' iniziato l'Avvento periodo di grazia durante il quale chiedo come sempre di trovare un po' di sano equilibrio. 
Magari nel frattempo mi cospargo  di "peace and calm" che dite? Come dire...aiutati che il Ciel ti aiuta!



                                         

domenica 26 ottobre 2014

Intervallo



Dunque dove eravamo? Ah si, eravamo fermi ad Agosto quando avevo deciso di iniziare a rallentare il ritmo valzerino della nostra famiglia. Che poi darmi tutta sta responsabilità di fare le cose come se al mattino, suonata la sveglia, caricassi a molla figli e coniuge non mi sembra del tutto carino. Anche a Marito piace il ritmo sincopato, almeno credo... stasera quando torna glielo chiedo, promesso! 
Comunque alla maggior parte di noi madri piace pensare di essere il perno, il fulcro, l' alfa  ed anche l'omega della famiglia. Delirio di onnipotenza? Non credo, e' che  sta  proprio nella nostra natura femminile questo bisogno di organizzare, imprimere uno stile, determinare un ritmo. Anche le mia amiche più miti celano dietro  il sorriso angelico una forza determinante, magari non urlano come me ma sono assai più irremovibili e capaci di determinare l'intero andamento emotivo familiare della giornata. A me sfugge questa capacità ma mi sto allenando per l'anzianità, quando tutti saranno indipendenti saprò dare consigli utilissimi. Per il momento vado un po' a muzzo, volgarmente parlando.
Bene, dicevo che avevo iniziato a rallentare. Poi mi sono dovuta fermare, non una pausetta,  diciamo  piuttosto una pausa forzata "in toto" quindi anche lo scrivere ha subito uno stop. Non per mia volontà ma per malattia. No energy at all ! Non mi sono piaciuti affatto 'sti due mesi e continuo a far fatica ad accettare che il corpo non vada in sintonia con la mente. 
Non so ancora di preciso cosa mi sia successo e come ne verrò del tutto fuori ma diciamo per sommi capi che il processo obbligato  di decelerazione e' partito da una banalissima tonsillite, poi ho avuto una bronchite, poi un' otite,  oggi acufene tipo allarme fisso che suona nell'orecchio andando in risonanza con tv e radio, più laringite di nuovo e linfonodi in palla. In pratica sto raccattando batteri e virus da tutta la Cina! Quando si dice " melius abundare qual deficere"! 
Così sono andata a casa per due settimane e mezzo perché ero davvero esasperata, alluCINAta e bisognosa di cure amicali oltre che medicamentose. 
La pausa forzata non è stata inutile. Non tanto sul profilo medico, dato che sono ancora nel mezzo della battaglia contro un non ancora identificato problema, ma sul piano di consapevolezza personale. 
Non sono riuscita a vedere tutti gli amici perché appunto ero un po' presa tra otorino, osteopata e omeopata ma ho fatto esercizio da subito di gratuita'.  Non avevo nulla da offrire essendo senza energie. Ai pochi che ho visto ho offerto un corpo indebolito e una mente un po' piatta ma ho ricevuto un sacco di doni. Come se fosse Natale ho provato lo stupore e la felicità che proviene dal ricevere qualcosa che ha davvero valore senza averlo chiesto. 

Ho capito che la felicità nasce dalla gratuita' e non il contrario. Mi piacerebbe insegnarlo ai figli questo principio. Chissà se ne saremo capaci?  Ci proveremo perché ripensando alle persone più felici che conosco mi vengono in mente quelle che hanno trovato il modo di essere grate sempre. Non tanto quelle che non hanno attraversato problemi ma quelle che hanno colto l'opportunità di trasformarsi e di continuare a distribuire pensieri di bene e sorrisi a tutti.
Ieri sera whatsppando con un'amica elencavamo appunto i nostri eroi ed eroine viventi concordando proprio sulle stesse persone. Che meraviglia averli incontrati, che doni che sono per noi! Non posso che dire GRAZIE Betta, Enrico, Daniela, Romina, solo per dirme qualcuno....
Quando si è nel dolore si impara la pazienza, si comprende che la modalità per ritrovare la pace e l'equilibrio assomiglia ad una maratona non tanto ad una gara di 100 metri.  
Ora però si tratta di capire come si può imparare la gratuita'. Ho l'impressione che dopo essersi fermati bisogna imparare a osservare. Il tempo della quiete ha un potenziale ricchissimo. Se non lo sprechiamo e' il tempo della riflessione e progettazione.
Questo me lo ha insegnato Polpetta quando ha scoperto la passione per il cucito. Un giorno, mentre vede la nonna alle prese con i buchi delle nostre calze rimane folgorata. Prende l'ago, infila il filo al primo colpo e per mezz'ora non la sentiamo più parlare. E' rapita e concentrata come se dovesse portare a termine l'esame di maturità.  Io sono basita, essendo per natura impedita nello svolgere qualunque attività che richiede capacità nella motricità fine, ammiro questa dote. 
Al termine del lavoro, non solo ha prodotto un ricamo ma ciò che più mi colpisce positivamente  e' il suo dialogo.
"Mamma mentre ricamavo ho pensato che vorrei una famiglia con molti figli."
"Ah bello, e com'è che hai cambiato idea. Tempo fa mi hai detto che ne volevi solo due così era più facile salire in taxi". (Questo e' da quando viviamo a Shanghai il nostro maggior problema relativo agli spostamenti. Siamo cinque più il tassista sei, va da se che ogni volta nascondiamo Polpetta dietro i fratelli e poi ci buttiamo dietro mentre Marito  si siede davanti a fianco al tassista cercando di distrarlo col suo cinese maccheronico).
"Ho cambiato idea perché ho tante cose da insegnare e solo due figli non mi bastano!"

Sarà che la bambina e' figlia di un'insegnante, sarà che è donna e quindi nella sua natura giace temporaneamente sopito il ruolo del donare la vita, sarà che per mezz'ora ha avuto un tempo in cui non ha corso, ballato o recitato ma ha pensato!
Perdiamo tante opportunità perché corriamo. Io sono maestra in questo, stando in casa tanto tempo ho notato che ho comprato più riviste di quante ne potessi leggere, ho accumulato cd musicali degni di un dj solo perché costavano quanto un ghiacciolo, ho stipato negli armadi tagli di stoffa comprati ai mercatini con i quali non ho avuto ancora il tempo di pensare cosa fare. Quello coi gufetti, tipo Naj Oleari, e' davvero improbabile a meno che non si abbiano 14 anni e non corra l'anno 1980, lo ammetto!
Esercitarsi ad esser grati e', come tutte le cose a cui non siamo abituati,  un po' faticoso, implica una decisione. Alcune volte la vita ci offre su un piatto d'argento una situazione che ci porta ed esser riconoscenti, a volte dobbiamo proprio metterci d'impegno e trovare strategie per ricordarci di sorridere.  Metter biglietti appesi per casa e' la mia preferita!
Un esercizio di gratuita'  che mi è venuto naturale fare in Italia sin dalla prima volta che siamo tornati dopo qualche mese di vita in oriente e' stato quello di ringraziare per l'acqua potabile. 
Non è che qui sia imbevibile quella del rubinetto ma è che sembra esser piena di metalli pesanti per cui, per cucinare e lavare le verdure, si comprano, non a poco prezzo, i galloni da cinque litri e si usa il dispenser che è una bella rottura... Non a caso una delle maggiori fonti di discussione a casa nostra tra la prole sorge la sera per chi deve riempire la caraffa, chi la pentola per la pasta, chi il ciotolone in cui laviamo l'insalata. Siamo ancora a questi livelli, ebbene si'!
Nel mezzo di questa burrasca che sta attraversando il mio fisico ho capito che avendo tempo di pensare a quegli eroi viventi di cui parlavo prima e grazie alle chiacchierate  profonde, anche solo telefoniche, con gli amici più cari,  se ci diamo tempo tutti possiamo andare nella direzione della gratuita'. E più si va verso questa meta meno si diventa aggressivi. Meno violenza, meno paura degli altri.  Meno timori più desiderio di condividere. Più desiderio di condividere più gioia!
Che dire per concludere se non un profondo e sincero GRAZIE alla vita per questa pausa. Lo dico con un po' di sforzo, lo ammetto, il non star bene non è congeniale a nessuno credo, ma  lo dico con la fiducia che mi trasmettono quanti prima di me hanno già capito!