Piedi

Piedi
Effetti collaterali alla notizia di trasferimento

domenica 13 settembre 2015

Happy Wife Happy Life! A volte....

Non è che mi piaccia rendermi ridicola, affatto. Ma siccome ho deciso di raccontantare un po' di  Cina attraverso le esperienze che vivo quotidianamente nel paese dei noodles anche questa volta mi devo esporre al ludibrio. 
Bene, o meglio male. Stavo infatti di nuovo un po' maluccio col dolore alla testa da qualche tempo, che per di più dopo le vacanze si è presentato in compagina di un' altra poco simpatica compagna. La fascite plantare! Si concordo, il nome e' curioso e secondo Marito mi piace soffrire di malattie originali a volte incurabili. Sorvoliamo...
Con ben due validi motivi per richiedere  l'intervento dell'assicurazione sanitaria stavolta mi sentivo degna di esser presa in carica. Peccato che a me piaccia soprattutto la medicina alternativa e questo non sposi la policy dell'assicurazione sottoscritta  dalla nuova svizzer azienda per cui Marito lavora. 
Ma tant'è "Happy Wife Happy Life" quindi il coniuge non ha ribattuto più di tanto sul fatto che anche stavolta la dovremo pagare di tasca nostra la terapia.
Non è colpa mia se gli svizzeri stentano a creder che due aghi ben messi tra le caviglie ed uno in mezzo alla fronte ti faccian scender la febbre in men che non si dica o che l'intruglio di funghi neri macerati possa far passare le paturnie anche alla moglie più inferocita del pianeta. Non è' il mio caso, non ancora almeno!
Ora,  uno che legge questo blog da un po' di tempo tenderebbe a pensare che mi sia rivolta al dottor Kim o alla dottoressa Zhong di cui ho tessuto le lodi più volte in passato ma non è così. Non che me la sia andata a cercare stavolta ma l'occasione di provare l'ennesimo nuovo medico tradizionale cinese  mi è proprio caduta nel piatto. 
Stavo infatti parlando dei miei nuovi e vecchi dolori con l'amica vicina di casa giapponese quando guarda caso questa mi dice che il suo german marito aveva appena trovato il sancta sanctorum dei guaritori. Vuoi non provarlo e rischiare di offendere il suggerimento del tedesco? 
Neanche a pensarci che mi trovo già al telefono a prenotare la visita da medico/guru tale dottor Xia'.
La famiglia e' un po' perplessa all'idea che la mamma riprenda magari a bere le schifezze puzzolenti e ad assentarsi per la cura ma il fatto che l'ospedale si trovi a pochi minuti da casa gioca un ruolo decisivo,  e le distanze non son bazzecole qui a Shanghai, qualunque spostamento si organizzi di effettuare.
Così sabato mattina mi trovo puntuale per il mio trattamento nell'ingresso super bianco marmorizzato dell'ospedale vicino casa. Ad accogliere i pazienti all'ingresso dell'imponente struttura un bancone in radica dietro cui recitano tre simpatiche signorine vestite da infermiere. Che poi lo siano per davvero infermiere sarebbe da verificare ma diciamo che se l'abito fa il monaco loro sono entrate nella parte pur facendo le receptionist.
E qui inizia l'esperienza a tratti alluCINAnte a tratti surreale che non potevo non condividere. La prima si alza e mi sorride, la seconda mi dice benvenuta e la terza mi dice di andare al secondo piano. Ora che in Cina siano in tanti e che tutti abbiano diritto ad uno straccio di lavoro mi era chiaro ma le tre Qui Quo Qua al femminile sono un tantino eccedenti il fabbisogno di qualunque paziente.
Le ringrazio non sapendo bene chi guardare negli occhi ma aggiungo che io devo andare al terzo piano. E mentre mostro il cellulare col messaggio del medico che dice chiaramente "3rd floor " le tre signorine in un improbabile rosa divisa mi attorniano gentilmente prendendomi il telefono dalle mani e iniziando una conversazione tra loro che le vedrà occupate per circa una ventina di minuti  al termine della quale compare dal nulla una quarta figura che conclude "grazie signora allora vada pure al secondo piano, abbiamo l'ascensore". 
A quel punto provo a ripetere il cognome del medico con un lieve accento diverso, non che sia possibile un  gran margine di errore se devi pronunciare una nome di tre lettere ma non si sa mai, tentare non nuoce. Nulla, la mia pronuncia non sortisce nuovi effetti, il volto delle tre rimane  impassibile, come paralizzato in una smorfia ebetemente sorridente.
Ora vorrei dire, che l'ascensore lo abbiate lo intuivo, e' enorme, fatto di specchi ed anzi ne avete ben due vedo  a circa un metro da me, grazie! Io so che devo andare al terzo piano perché me lo ha scritto il dottore in persona vorrei urlare ma siccome non ho intenzione di star qui fino a lunedì che poi inizia la scuola e devo prepar la colazione ai miei tre figli che al mattino si svegliano ogni giorno come  se fossero usciti dal letargo e non so perché ma mangiano come dei dannati, sorrido, gentilmente  mi riapproprio del mio telefono e decisa salgo. Ormai non sono più una novizia di questo paese penso tra me e me, so come ci si comporta, bisogna avere spirito di decisione se non si vuol perder tempo in lungaggini inutili.
Faccio come voglio io e vado al terzo piano, sia chiaro. 
Le porte dell'ascensore si aprono su un altro mega ingresso che si affaccia su un lunghissimo corridoio  buio. Nessuna indicazione o traccia di esser umano nei paraggi. Un po' in ansia e percorro il corridoio sino a quando una fioca luce appare, e' lo studio del dottor/guru Xia'!
Sospiro di sollievo ma per pochi minuti. Compare da sotto la scrivania la segretaria, parla solo cinese. Stava dormendo? Mah...di solito si ripiegano sul tavolo  ma magari questa ha abitini diverse, vallo a sapere. Fa una certo numero di telefonate un po' trafelata e poi compaiono incolonnati  il dottore con un'altra infermiera che avanzando con passetti piccolissimi come se fosse una geisha lo segue. La faccia del guru e' simpatica, bene. Io parlo in inglese più due parole di cinese e lui mi risponde in inglese. La segreteria traduce il mio inglese al dottore. La scena e' strana. Avete capito bene, lui l'inglese lo sa. Quello che non è chiaro e' come sappia rispondere ma non comprendere...Dal momento che mi si rivolge in inglese dovrebbe capire penso...ma anche questo fa parte del pacchetto Cina. La segretaria, sta poveretta dovrà lavor pure lei no?
Inizio con raccontare del piede, della terribile fascite che da marzo scorso mi tormenta ma subito lui mi ferma. Non la cura. L'infermiera ripete il concetto da lui perfettamente espresso con un inglese più scarso. Sia mai che la licenzino per inefficienza. 
Che delusione, eppure avevo letto che per la fascite plantare l'agopuntura poteva essere risolutiva. Va beh, negli anni  ho imparato la lezione mai cercar di far cambiare idea ad un cinese durante la stessa conversazione, impossibile. Magari torno la prossima settimana mi metterà  gli aghi e voila' sarò guarita. Oggi si vede che di piedi non ne vuol sentir parlare. Non gli va! E dire che avrei pure lo smalto!
Ok allora passo al secondo argomento: la cervicale. Si illumina, e alzandosi con impeto inizia ad arrotolorsi le maniche del camice che rivelano al fondo due manine pallide e minuscole. Sottodimensionate. La mia concentrazione e' svanita, rapita dal particolare di quelle due manine che mi sembrano quelle dei miei figli in adolescenza.
In breve senza neppur accorgermi mi trovo stesa prona con la faccia conficcata nel buco del lettino medico. Le buffe manine ahimè si rivelano tenaglie. Partendo dal palmo della  mia mano stesa inerme risalgono per tutto il braccio provocandomi con la digito pressione una serie di scariche elettriche, lievi non dolorose ma strane, mai provato prima questa sensazione di vibrazione interna che si collega alla testa. 
Arrivate al collo le manine si arrotolano su loro stesse a mo di pugno e pian piano ma neppure pianissimo salgono fino alle testa e lievemente mi colpiscono. Sto pagando il guru perché mi picchi arruffandomi i capelli? Sono certa che Marito mi dirà che lo farebbe lui volentieri gratis!
Non posso dire di averle prese no, sarebbe eccessivo però è stata un'esperienza surreale. Le nocche premevano il cranio  e poi lo lasciavano improvvisamente. La percezione del sangue che fluiva nella testa diventava sempre più visibile. Davvero strano, non saprei che altro aggettivo usare. Chi soffre di mal di testa sa che premendo le tempie si prova talvolta un senso di sollievo. Ecco era un po' così ma faceva anche un po' male e poi bene di nuovo.
Mezzo stordita dall'imprevedibile trattamento al limite del sadismo ma ancora capace di parlare pongo al guru una domanda che a ripensarci ha a dir poco del ridicolo. Si vedranno i lividi? 
E lui in tutta naturalezza ma continuando il leggero martellamento sul mio scalpo risponde "sotto i capelli no". Ah beh è già qualcosa. Va avanti così per mezz'ora abbondante, ma dove trova tutta sta forza sto ometto no lo capisco.
Prima di lasciarmi in pace a riposare qualche minuto sotto una coperta il dottor Xia' compie un gesto a metà tra il tenero e l'imbarazzante. Mi sistema i capelli con la delicatezza che si usa con i bambini piccoli e poi scompare. 
La segretaria mi dice che lo rivedrò sabato prossimo. Beh ci devo pensare diciamo. Devo capire come va la settimana col mal di testa e metabolizzare l'esperienza ancora un po', condividerla con gli amici e riderci sopra. 
Nel frattempo mi conduce verso l'ascensore e la vedo premere decisa il tasto del secondo piano. Le faccio presente che mio marito mi aspetta al piano terra (che qui si chiama primo piano) ma lei imperterrita nel suo sorriso mi dice che il secondo piano va bene per me. Stavolta mi arrendo, andiamo a sto benedetto secondo piano e facciamola finita.
Bene le porte si aprono e scopro che li c'è il centro nevralgico dell'ospedale, tutto un pullulare di pazienti ed infermiere accoppiati uno ad uno. A quel punto mi spiegano che normalmete prima si sale al secondo piano poi si compila il questionario, si paga e solo quando viene assegnata un infermiera inglese parlante si può andare dai medici con l'ascensore apposito che non è affatto quello che ho preso io prima finendo dalla parte opposta dei reparti.
E che cavolo, potevano almeno dirmelo le tre bertucce della reception no? 

mercoledì 12 agosto 2015

Ricominciamo

Ricominciamooooo??? Gridava Pappalardo negli anni 70 e grido anch'io per darmi la carica a vivere un altro anno nella terra dei rutti e degli sputi (pardon del tè verde e della seta)...
Ricominciamoooo? Si' dai che è' un attimo ed è Natale mi ha detto oggi al telefono un'amica di merende espatriata come me...
Ricominciamooooo? Ma certo! Perché andare a scuola il 13 agosto cosa vuoi che sia? Ho detto oggi ai miei figli che alle sei e venti, orario di sveglia, eran tuonati come delle campane di montagna ed allegri come un orso svegliato con una svecchiata di ghiaccio dal letargo. 
E poi cosa volete cara prole ognuno ha le proprie  fatiche, vostro padre col giovane collega sinoamericano lanciato in una competizione serrata (a cui partecipa da solo ma forse non se ne rende conto poveretto)  per apparire vincente su tutti i fronti, vostra madre con una serie di questioni più da Cenerentola (e per questo piuttosto frustranti) che vanno dal combattere in casa l'infestazione di millepiedi pungenti che se ti pinzano sono urla e dolori, la spesa ai 4 capi della città, comodo eh?, la scomposizione delle valige che sembrano aver quintuplicato il contenuto, l'aria condizionata che funziona(va) ma ora ha deciso di mollarci ai 31 gradi con un tasso di umidità che fa invidia solo alla Foresta amazzonica.
Ricomnciamoooo?...Siii dai, facciamo finta di niente, che non scrivo da un po' non perché mi ero disamorata del blog ma perché ho inciampato negli eventi della vita. Fa figo eh detta così? Banalmente un paio di volte ho pure scritto ma poi non riuscivo ad inserire le foto e giorno dopo giorno mi son dimenticata, ecco la verità.
Ricomiciamoooo???? Buona vacanza amici cari super invidiati perché siete ancora tutti al mareeeee!!!!
Almeno abbiate la grazia di dirmi di siiiiii!!!!!

martedì 9 dicembre 2014

Peace and calm





Se non ho fatto male i conti mancano 11 giorni alla nostra partenza, 14 al Natale, 27 all'Epifania  e soli tre o quattro, nella migliore del ipotesi, prima che mi prenda lo sclero ed inizi a far valigie. Sento gia' saltire nell'aria un certo fremore natalesco, anche qui, dal mio piccolo avamposto d'oriente! 
E dire che a Shanghai, per quanto ce la mettano tutta, ahimè ad occidentalizzarsi,  si fa fatica a percepire anche solo un decimo di quel clima natalizio che invade invece più o meno similmente l'Europa (a ragion veduta per altro).
Il selvaggio richiamo del bagaglio di cui sono felice preda però non è affatto dovuto ad una mente strategicamente organizzata. E' più un fattore emotivo che non tengo sotto controllo a far si che metta e tolga roba  dalle valigie senza una logica precisa a partire da un tempo precedente al rimpatrio piuttosto variabile. 
In questo periodo che precede la transumanza divento simpatica a giorni alterni ma se chiedete a Marito non sarebbe d'accordo. Ho paura che direbbe che divento semplicemente una moglie ingestibile. 
Se chiedete a Polpetta direbbe probabilmente che le gocce di Tiglio, che le somministro nella speranza di domare la sua iper verbosità galoppante, le dovrei prendere io in questo periodo.
Se chiedete a Acciuga mi dipingerebbe, come e' tipico del bambino dotato di un'eccezionale capacità di sintesi, pur non faticare neppure verbalmente, con un aggettivo che a lui piace molto ma è davvero brutto da usare nei confronti di una madre tanto carina come sono io: pesante. In qualunque accezione lo si intenda! 
Se chiedete ad Ado non oso immaginare come risponderebbe. Probabilmente produrrebbe un grugnito, uno sbuffo o un rutto selvaggio seguito da una risata. Ultimamente il linguaggio animalesco tra lui ed i suoi amici ha preso il sopravvento su quello umano. Origliando qualche conversazione, come ogni madre che si rispetti sa fare, odo solo parole mozze "ehi bro" "ye!" "Ke" . Deciso a dimostrare di essere altro da noi per conquistare la sua personalità fa di tutto per metterci alla prova non ultimo cenare con lo scalda collo sulla testa tanto per farci inc....are.

Il fischio perenne nell'orecchio al confronto dei decibel che posso raggiungere con  urla che non sapevo di possedere in corpo non è nulla al confronto!

Grazie al cielo mi sono invaghita degli oli essenziali, continuando la ricerca sulla cure per acufene sono finita a scoprirne uno che si chiama "peace and calm", giuro non è uno scherzo. Chi lo vuole ? 

Pensavo di ordinarne una decina di boccetti, poi parlando di qua e di la con le vicine di casa sono arrivata ad un ordine pari ad un container...siamo finiti in un compound di madri potenzialmente omicide? 
Non vorrei mi eleggessero presidente, meglio partire e dimenticare per un po' che oltre ai problemi coi figli vivo temporaneamente in un paese in cui :

1) le barelle viaggiano per strada e non solo in corsia



2) Il ristorante dietro casa al mattino lascia aperto il bidone zeppo di ossa avanzate e carne purulenta in bellavista.

3) La pittoresca casetta di legno che amavo fotografare per il suo aspetto behemienne e' stata rasa al suolo senza pietà per creare un incomprensibile passaggio verso il nulla.

4)Il concetto di privacy e' praticamente sconosciuto ai cinesi quindi la biancheria intima appesa a qualunque genere di filo sfiora impunemente lo sguardo del passante anche del più distratto


5) Il " dentista" e' una professione che si può svolgere anche all'aria aperta!




Ho imparato però in quasi tre anni di espatrio che queste cosucce fastidiose si dimenticano però in fretta appena si mette piede nella terra del tricolore dove invece ricorderò certamente che:

1)A novembre alla scuola dei ragazzi c'è stata la fetsa delle nazioni che come ogni anno mi commuove non appena si attacca con l'inno 



2) Maria e' diventa una  girl scout e non fa altro che rammentarci le regole della buona convineza civile in Cina
  
 
3) Abbiamo attraversato indenni l'ennesima festa di  hallowe'en



 

4) Ho avuto per un mese intero ad accudire le mie fatiche la nonna Marisa (qui in versione sportiva davanti al x box)

5) Questa città ha una serie di eventi culturali incredibili (se solo sapessero dirci prima dove e quando si svolgono sarebbe meglio ma pazienza si scoprono per caso).

6) Ho un'amica indiana che porterò nel cuore per sempre 

..., E Maria farà altrettanto con un'amica brasiliana


7) Ho organizzato l'ultimo carità bazar vendendo tovaglie cucite da un sarto disabile con Michela (ma questa e' un'altra storia che non ho ancora raccontato).


Insomma, non sono ancora partita ed alcune cose della Cina mi mancano già un po', ma sono fatta così, non amo lasciare, salutare, partire in generale.
Grazie al cielo e' iniziato l'Avvento periodo di grazia durante il quale chiedo come sempre di trovare un po' di sano equilibrio. 
Magari nel frattempo mi cospargo  di "peace and calm" che dite? Come dire...aiutati che il Ciel ti aiuta!



                                         

domenica 26 ottobre 2014

Intervallo



Dunque dove eravamo? Ah si, eravamo fermi ad Agosto quando avevo deciso di iniziare a rallentare il ritmo valzerino della nostra famiglia. Che poi darmi tutta sta responsabilità di fare le cose come se al mattino, suonata la sveglia, caricassi a molla figli e coniuge non mi sembra del tutto carino. Anche a Marito piace il ritmo sincopato, almeno credo... stasera quando torna glielo chiedo, promesso! 
Comunque alla maggior parte di noi madri piace pensare di essere il perno, il fulcro, l' alfa  ed anche l'omega della famiglia. Delirio di onnipotenza? Non credo, e' che  sta  proprio nella nostra natura femminile questo bisogno di organizzare, imprimere uno stile, determinare un ritmo. Anche le mia amiche più miti celano dietro  il sorriso angelico una forza determinante, magari non urlano come me ma sono assai più irremovibili e capaci di determinare l'intero andamento emotivo familiare della giornata. A me sfugge questa capacità ma mi sto allenando per l'anzianità, quando tutti saranno indipendenti saprò dare consigli utilissimi. Per il momento vado un po' a muzzo, volgarmente parlando.
Bene, dicevo che avevo iniziato a rallentare. Poi mi sono dovuta fermare, non una pausetta,  diciamo  piuttosto una pausa forzata "in toto" quindi anche lo scrivere ha subito uno stop. Non per mia volontà ma per malattia. No energy at all ! Non mi sono piaciuti affatto 'sti due mesi e continuo a far fatica ad accettare che il corpo non vada in sintonia con la mente. 
Non so ancora di preciso cosa mi sia successo e come ne verrò del tutto fuori ma diciamo per sommi capi che il processo obbligato  di decelerazione e' partito da una banalissima tonsillite, poi ho avuto una bronchite, poi un' otite,  oggi acufene tipo allarme fisso che suona nell'orecchio andando in risonanza con tv e radio, più laringite di nuovo e linfonodi in palla. In pratica sto raccattando batteri e virus da tutta la Cina! Quando si dice " melius abundare qual deficere"! 
Così sono andata a casa per due settimane e mezzo perché ero davvero esasperata, alluCINAta e bisognosa di cure amicali oltre che medicamentose. 
La pausa forzata non è stata inutile. Non tanto sul profilo medico, dato che sono ancora nel mezzo della battaglia contro un non ancora identificato problema, ma sul piano di consapevolezza personale. 
Non sono riuscita a vedere tutti gli amici perché appunto ero un po' presa tra otorino, osteopata e omeopata ma ho fatto esercizio da subito di gratuita'.  Non avevo nulla da offrire essendo senza energie. Ai pochi che ho visto ho offerto un corpo indebolito e una mente un po' piatta ma ho ricevuto un sacco di doni. Come se fosse Natale ho provato lo stupore e la felicità che proviene dal ricevere qualcosa che ha davvero valore senza averlo chiesto. 

Ho capito che la felicità nasce dalla gratuita' e non il contrario. Mi piacerebbe insegnarlo ai figli questo principio. Chissà se ne saremo capaci?  Ci proveremo perché ripensando alle persone più felici che conosco mi vengono in mente quelle che hanno trovato il modo di essere grate sempre. Non tanto quelle che non hanno attraversato problemi ma quelle che hanno colto l'opportunità di trasformarsi e di continuare a distribuire pensieri di bene e sorrisi a tutti.
Ieri sera whatsppando con un'amica elencavamo appunto i nostri eroi ed eroine viventi concordando proprio sulle stesse persone. Che meraviglia averli incontrati, che doni che sono per noi! Non posso che dire GRAZIE Betta, Enrico, Daniela, Romina, solo per dirme qualcuno....
Quando si è nel dolore si impara la pazienza, si comprende che la modalità per ritrovare la pace e l'equilibrio assomiglia ad una maratona non tanto ad una gara di 100 metri.  
Ora però si tratta di capire come si può imparare la gratuita'. Ho l'impressione che dopo essersi fermati bisogna imparare a osservare. Il tempo della quiete ha un potenziale ricchissimo. Se non lo sprechiamo e' il tempo della riflessione e progettazione.
Questo me lo ha insegnato Polpetta quando ha scoperto la passione per il cucito. Un giorno, mentre vede la nonna alle prese con i buchi delle nostre calze rimane folgorata. Prende l'ago, infila il filo al primo colpo e per mezz'ora non la sentiamo più parlare. E' rapita e concentrata come se dovesse portare a termine l'esame di maturità.  Io sono basita, essendo per natura impedita nello svolgere qualunque attività che richiede capacità nella motricità fine, ammiro questa dote. 
Al termine del lavoro, non solo ha prodotto un ricamo ma ciò che più mi colpisce positivamente  e' il suo dialogo.
"Mamma mentre ricamavo ho pensato che vorrei una famiglia con molti figli."
"Ah bello, e com'è che hai cambiato idea. Tempo fa mi hai detto che ne volevi solo due così era più facile salire in taxi". (Questo e' da quando viviamo a Shanghai il nostro maggior problema relativo agli spostamenti. Siamo cinque più il tassista sei, va da se che ogni volta nascondiamo Polpetta dietro i fratelli e poi ci buttiamo dietro mentre Marito  si siede davanti a fianco al tassista cercando di distrarlo col suo cinese maccheronico).
"Ho cambiato idea perché ho tante cose da insegnare e solo due figli non mi bastano!"

Sarà che la bambina e' figlia di un'insegnante, sarà che è donna e quindi nella sua natura giace temporaneamente sopito il ruolo del donare la vita, sarà che per mezz'ora ha avuto un tempo in cui non ha corso, ballato o recitato ma ha pensato!
Perdiamo tante opportunità perché corriamo. Io sono maestra in questo, stando in casa tanto tempo ho notato che ho comprato più riviste di quante ne potessi leggere, ho accumulato cd musicali degni di un dj solo perché costavano quanto un ghiacciolo, ho stipato negli armadi tagli di stoffa comprati ai mercatini con i quali non ho avuto ancora il tempo di pensare cosa fare. Quello coi gufetti, tipo Naj Oleari, e' davvero improbabile a meno che non si abbiano 14 anni e non corra l'anno 1980, lo ammetto!
Esercitarsi ad esser grati e', come tutte le cose a cui non siamo abituati,  un po' faticoso, implica una decisione. Alcune volte la vita ci offre su un piatto d'argento una situazione che ci porta ed esser riconoscenti, a volte dobbiamo proprio metterci d'impegno e trovare strategie per ricordarci di sorridere.  Metter biglietti appesi per casa e' la mia preferita!
Un esercizio di gratuita'  che mi è venuto naturale fare in Italia sin dalla prima volta che siamo tornati dopo qualche mese di vita in oriente e' stato quello di ringraziare per l'acqua potabile. 
Non è che qui sia imbevibile quella del rubinetto ma è che sembra esser piena di metalli pesanti per cui, per cucinare e lavare le verdure, si comprano, non a poco prezzo, i galloni da cinque litri e si usa il dispenser che è una bella rottura... Non a caso una delle maggiori fonti di discussione a casa nostra tra la prole sorge la sera per chi deve riempire la caraffa, chi la pentola per la pasta, chi il ciotolone in cui laviamo l'insalata. Siamo ancora a questi livelli, ebbene si'!
Nel mezzo di questa burrasca che sta attraversando il mio fisico ho capito che avendo tempo di pensare a quegli eroi viventi di cui parlavo prima e grazie alle chiacchierate  profonde, anche solo telefoniche, con gli amici più cari,  se ci diamo tempo tutti possiamo andare nella direzione della gratuita'. E più si va verso questa meta meno si diventa aggressivi. Meno violenza, meno paura degli altri.  Meno timori più desiderio di condividere. Più desiderio di condividere più gioia!
Che dire per concludere se non un profondo e sincero GRAZIE alla vita per questa pausa. Lo dico con un po' di sforzo, lo ammetto, il non star bene non è congeniale a nessuno credo, ma  lo dico con la fiducia che mi trasmettono quanti prima di me hanno già capito!


mercoledì 27 agosto 2014

Chi ben comincia....

Da qualche parte bisogna pur iniziare. Peccato che, per tener fede alla promessa di "rallentare" un po' tutto nell' esistenza della nostra alluCinata famiglia, stia praticamente immobile da quando ho messo piede in Asia. Siamo d'accordo, parlo di una decina di giorni di tempo, ma a me che son irrequieta di natura sembra già una vita.
Diciamo che mi sono presa sul serio come non mai sul tema della lentezza, quel tanto che ora mi ha stufato come il salmone al forno che cucino da 15 anni sempre nello stesso modo e cioè al forno, col limone cosparso di sale grosso e olio.   Quest'anno magari basta, cambio pesce! Suggerimenti?
La calma piatta, la rivoluzione che sto proponendo a me stessa del "simple life" mi ha messo ko. Non sono donna da mezze misure, mi conosco, per cui meglio reagire subito prima di intraprendere una mutazione definitiva che mi potrebbe a far corpo morto col divano 24 ore su 24 (abbracciata all'ipad, ma questo e' un dettaglio).
Inizio dal blog dunque. Riappaio pian piano con la mia passione di sempre: la scrittura, vediamo se smuove anche il resto.
In verità su alcuni fronti non mi sono mai disattivata. Parlo di quello materno ovviamente, anche se, come ogni madre sana di mente, vorrei disconnetterlo a tratti.  Dalle 3,30 sino alle 7,30 andrebbe benissimo una pausetta per esempio. Riprenderei giusto in tempo per l'arrivo di Marito che di norma rientra a casa  portando in casa con se il buonumore, ovvero con una bottiglia di Coca Cola, un film o un racconto di qualcosa di pazzesco che gli è successo nel lungo tragitto tra JiaDin  e Shanghai (maiali rovesciati dai camion, deviazioni improvvise dall'autostrada su strade di campagna in mezzo ai campi di grano, incidenti rocamboleschi che piacciono tanto ai maschi). Io al massimo potrei raccontare di scontri tra carrelli di casalinghe isteriche, quindi non competo.
Sono una madre ineccepibile nell'orario scolastico io. Penso e ripenso, organizzo, prenoto, leggo e intesso amicizie, telefono e scrivo e mail. Talvolta faccio la spesa e cucino perfino! Domenica ho fatto due torte, nessuna delle due bruciata. Non male eh? 
Se in un post ho scritto che talvolta mi sembra di aver sposato il modello base di uomo, oggi per pareggiare i conti, così Marito si prende la sua rivincita, potrei aggiungere che sono una madre diversamente abile. Nel senso che sono capacissima in funzioni non necessariamente connesse alla maternità.
Bene, passando ad altro argomento, abbiamo cambiato casa. Come preannunciato abitiamo sempre nella stessa zona ma non più nella "Valle  Verde" dove tutto era perfetto, anche troppo, ma caro per la nuova azienda svizzera per cui lavora Marito. Ora stiamo al "Giardino fiorito" in una casa che io chiamo per uomini e donne dure. Il pavimento presenta dislivelli a sorpresa per cui è un attimo finir per terra se non si memorizzano le zone pericolose
Piove nella stanza di Ado, ma il guardiano dice che appena smetterà di piovere fuori dovrebbe smettere di piovere anche dentro. Cio significa che ci sono case in cui sgocciola acqua anche quando non piove? Siamo fortunati allora! 
Una maniglia della  finestra al primo piano e' rimasta in mano a Polpetta che, diciamo, non ha proprio la forza bruta dei fratelli, per cui non immagino cosa succederà agli infissi se questi decidessero di aprire o chiudere le loro. Per ora comunque, se non si impartisce il comando ripetutamente questo rischio lo dovremmo evitare.  A detta di madri esperienziate non sembra possa venir in mente ad alcun adolescente l'idea di cambiare l'aria mesta delle loro tane neppure quando invitano gli amici o la fidanzata.
Non ultimo siamo senza frigo da ieri. Quello "nuovo" che forse era un fake del Samsung dato che si chiamava Samsu, ha tirato le cuoia nel bel mezzo della notte obbligandomi così a cucinare per 4 ore di fila patate fritte, pollo e pizza, ovvero il must dei surgelati della nostra famiglia!  Il salmone non lo avevo ancora comprato grazie al cielo. Per non parlare del ricovero al fresco che abbiamo dovuto chiedere ai vicini per mettere in salvo le scorte di Parmigiano, prosciutto e quant'altro. Tutto ciò con grande imbarazzo della prole per le nostre italiche radici che ci impongono di far viaggiare clandestinamente con noi tutto il genere commestibile immaginabile proveniente dalla patria.
A parte qualche piccolo problemuccio tutto bene direi! Ci si può mica lamentare sempre no? Soprattutto se ad attenderti a Shanghai, sugli scaffali di un infimo supermercato puzzolente, trovi perfino il latte prodotto nientepopodimenoche nella tua amata città di provenienza!




Grazie signori della centrale del latte Piemonte. Lo dico dal profondo del cuore. Non so come vi sia venuta in mente questa idea di raggiungerci in Cina ma noi mamme espatriate, sostenitrici del budino come dessert forever, sappiamo che il latte fa la differenza! 


venerdì 13 giugno 2014

Qualche assaggio di ciò che accadde in Maggio

Mese da urlo. In tutti i sensi, ho urlato di rabbia ma ho anche esultato di gioia. Diciamo che ero già perfettamente immersa nel clima calcistico imminente. Questa volta, a differenza delle altre in cui ero preda di tempeste ormonali e di comuni sbalzi di umore da madre espatriata, avevo i miei buoni motivi. 
E' stato un mese di assenza paterna. Per tre settimane di fila ho esercitato la patria e matria potestà congiuntamente e non mi è piaciuto. Ho capito che non fa per me, che non sono fatta per la singletudine, che nonostante pensi di avere sempre ragione in materia di figli mi piace comunque sapere cosa ne pensa Marito. Che poi sia capace di accettare in pieno le sue proposte educative questa e' un'altra cosa. Non ci sono ancora arrivata ma ci sto lavorando.  I miei tempi.
Con assenza giustificata per lavoro in Europa Marito si è anche goduto due giorni in Patria, a casa di mamma' ed un pomeriggio a casa mia (nostra). Inutile dire che rodevo di invidia...
Grazie al cielo ho avuto comunque mille motivi per gongolare di felicità. Come sempre il Signore ci pensa bene a lasciarmi nello sbiello totale. Innanzi tutto c'è stata la festa della mamma! Normalmente una giornata che passa un po' sottotono in casa nostra ma quest'anno mi hanno festeggiata come si deve: biglietti di affetto scritti in italiano, quasi senza errori, e cioccolata fondente al 100% da parte di Ado che per non rischiare e' andato sul sicuro prendendomi per la gola.
A seguire, il mio compleanno. Sempre senza marito le amiche locali hanno improvvisato un pranzo internazionale in mio onore. Ho mangiato di tutto e di più, ovviamnte interrompendo l'ennesima dieta iniziata il giorno precedente. Questa volta ho fatto quella del minestrone che qui si chima detox.  Risultato: mentre avrei dovuto perdere tre chili ne ho perso uno che, tra l'altro sto velocemente recuperando perché io sono il genere di persona che odia il distacco, che lascia andare tutto con fatica...anche la ciccia.
Per festeggiare con la prole siamo andati al ristorante turco. La pizza pareva banale così ci siamo ingolfati di hummus. A quel punto la dieta era ormai un lontano ricordo...
Abemus casa! Si' ne cambiamo un'altra, la terza in due anni. Mica male! Non mi dilungo sui motivi, ovviamente economici, di tale peregrinare. Non che ci piaccia continuare a far scatoloni...ma sembra il nostro destino, almeno negli ultimi anni.
La gioia si sa e' sempre breve, così abbiamo avuto anche una settimana intera di malattia di Acciuga con tanto di febbre sopra i 40 perché lui è' proprio venuto fuori come la madre, ahimè!  Ama esagerare, inscenare scene apocalittiche e farsi accudire come un moribondo. In ospedale dopo il tampone che sentenziava con certezza "streptococco"  gli hanno prescritto immediatamente l'antibiotico, "non  si scherza" diceva la dottoressa che conosce e teme la mi avversione per la medicina allopatica. 
Panico totale. Il cuore mi diceva di non darglielo, la ragione, se così la vogliam chiamare, mi conduceva dritta e filata in farmacia. Così ho comprato venti scatole di antibiotico, le ho messe sul comodino ma poi non glieli ho dato, nemmeno uno.
Ho scritto di notte una mail disperata al mitico dott Greco, l'omeopata che non cambio perché mi tratta male (così dice Marito, non perché io sia masochista, ma perché se poi i medici diventano friendly inizio a non rispettarli.  Ma questa e' la sua terrori a...). Bene, con la sua solita flemma Greco mi risponde due giorni dopo, quando ormai vorrei iniettargli l'antibiotico in vena, e con una sola parola:  sulfur 6 ch.
Volevo mandarlo aff...e non so come mi son trattenuta. Ho diligentemente eseguito la cura ma nel frattempo preda di panico ho deciso di provare anche con agopuntura.
Ho ripescato il numero della dott.  ssa. Zhong e l'ho accompagnato in studio. Acciuga mi ha dato gran soddisfazione, si è lasciato bucare da una decina di spilli senza proferir parola. Mi ha persino chiesto se potevamo recitare l'Ave Maria.  Sicuramente era l'effetto della febbre alta. Cogliendo l'attimo di temporanea mitezza  del pargolo sono riuscita perfino a somministrargli una tisana fatta con foglie di salvia proveniente dalla Grecia che pare sia un potente disinfettante naturale.
Bene, due giorni dopo le tonsille sono sgonfiate e le placche pian piano scomparse. Abbiamo fatto il test e lo streptococco era passato. Un' altra vittoria della medicina alternativa e delle mie preghiere disperate.
In ultimo, proprio sul finire del mese e' giunto a casa Marito che ha trovato ad accoglierlo ,dopo dodici ore di volo, un'allegra festicciola con quindici bambine festosamente urlanti! Il party era quello di Polpetta che ha compiuto sei anni ed ha voluto un compleanno con solo girls, solo purple stuff, solo smalto e Tattoo!
I maschi minori della branco si sono dati alla macchia mentre io e Marito, fuso dal fuso, felicemente ricongiunti abbiamo riproposto con gran successo giochi antichi dei nostri tempi: Mosca cieca, fazzoletto e rialzo.
Tutto filava liscio e sembravamo perfino una famiglia felice fino a quando il padre ha avuto la fantastica idea di fare fare i gavettoni. 
Al primo ho riso, al secondo ho sorriso, al terzo ho iniziato ad urlare perché nel mentre le bambine, ormai trasformate in un piccolo branco selvaggio, hanno iniziato a correre dentro e fuori coi piedi bagnati e fangosi  scivolando come mucche sul parquet plasticoso di casa nostra.
La festa e' terminata con un' invitata livida sulla coscia, una sullo zigomo, una con il bianco vestito di organza zuppo e infangato, una casa piscinosa e una madre isterica che cercava di contenere la rabbia verso il coniuge di fronte ai genitori che venendo a recuperare le figlie esclamavano: "Che bella idea  fare i gavettoni, mia figlia si è divertita un sacco....! "
Si',  fateli a casa vostra e poi mi dite....   😀



giovedì 8 maggio 2014

Educazione omogeneizzata? (Insieme -Comunità marzo 2014)



Ho appena partecipato ad una conferenza, nella scuola dei miei figli, dal titolo che si potrebbe tradurre così: "Esci dalla mia vita! Ma prima potresti  accompagnarmi con Asia al 45' nord?"
Inutile dire che tutto il mondo e' paese, che stiamo interfacciando gli stessi problemi educativi più o meno a qualunque latitudine ci capiti di abitare.
Ma quando è iniziato tutto questo? Direi che dagli anni 70 in avanti l'umanità  ha iniziato a voler rendere sempre più democratica l'educazione. Errore che a questo punto ci costa molta fatica da recuperare. 
Per crescere un individuo democratico dobbiamo passare attraverso delle regole. Non lo dico io ma la nostra amata pedagogia italiana, solo che forse ce la stiamo dimenticando. 
A furia di omogeneizzare tutto non abbiamo più il coraggio di dare ai bambini un pezzetto di regola intera così come capita con la frutta. Meglio un frullato piuttosto che la frutta a pezzetti fino ai tre anni così non si accorge di cosa c'è dentro e non si lagna! O peggio ancora, sentito dire dalle mie orecchie da una maestra della scuola di mia figlia "ok bambini, se non volete fare la fila facciamo almeno  un gruppo ordinato, che ne dite?".
Eppure nello sport non funziona così male. L'allenatore di basket dice a mio figlio e ai suoi compagni cosa devono fare indicando l'obiettivo chiaramente. 10 tiri al canestro per esempio. Non ci sono scorciatoie ne si può fare i furbi facendone 11 e loro ascoltano, eseguono, se tendono ad uscire dalla regola si siedono ai suoi piedi, non giocano più. Neanche un minuto di partita. Sarà che l'allenatore usa spesso il verbo "obey" cioè obbedire? Erano anni che non lo sentivo pronunciare, mi suona desueto ma non oso lamentarmi, anzi mi compiaccio.
Credo sempre più che i bambini abbiano diritto ad avere una disciplina. Lo so che si tratta di una parola fuori moda ma forse oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare un po' indietro e di salvare ciò che unito all'amore e all'interesse per l'educazione dei nostri figli crea il miglior nutrimento possibile per crescere.
Chiamiamola disciplina moderna, sostenibile, biologica, se vogliamo e procediamo dritti, senza esitazioni sobillate da un eccesso di psicologismo applicato al l'educazione, certi che l'aver a che fare con delle regole sin da piccoli crea un abitudine col dovere che sara' utile per il resto della vita.
Entrando nel concreto: se i miei figli dovessero scegliere se mangiare un vaso intero di Nutella, lavarsi i denti al mattino, o studiare per tempo in maniera da non dover passare la notte prima dell'interrogazione in piedi non saprebbero fare una scelta intelligente. Eppure sono bambini normali!
Credo sempre più che nel momento attuale l'educazione sia un'emergenza che ci chiama come genitori ed insegnanti a formarci ma anche ad affermarci. 
Usiamo la voce, senza urlare ma con fermezza chiarendo che le regole se non rispettate hanno delle conseguenze immediate, usiamo le mani non per picchiarli ma per fermarli prima che imbrattino un muro,  spingano un compagno, tirino un calcio perché non ha nessun senso leggere sui giornali "Studente tira sassi alla scuola e colpisce all'interno un bidello, i compagni allibiti commentano "Ha fatto una cazzata" . No ragazzi, una cavolata e' tirare un cancellino, nascondere il libro al compagno, copiare un compito in classe, non di certo ferire una persona con un sasso! Qualcuno glielo dice a questi ragazzi? 
Gesù non era tanto molle coi chi voleva andare con lui ed essere educato all'amore, non diceva "se vuoi seguirmi lascia qualche vestito e parti con me" ma piuttosto "lascia tutto quel che hai e seguimi!" Perché non prenderlo a modello educativo?
Spero la prossima volta di potervi raccontare di aver partecipato ad una conferenza educativa intitolata "Asia mi dispiace ma devi andare a casa. E tu, smettila di girare in torno, obbedisci!  Siedi sul divano che ti devo parlare".