Piedi

Piedi
Effetti collaterali alla notizia di trasferimento

venerdì 13 giugno 2014

Qualche assaggio di ciò che accadde in Maggio

Mese da urlo. In tutti i sensi, ho urlato di rabbia ma ho anche esultato di gioia. Diciamo che ero già perfettamente immersa nel clima calcistico imminente. Questa volta, a differenza delle altre in cui ero preda di tempeste ormonali e di comuni sbalzi di umore da madre espatriata, avevo i miei buoni motivi. 
E' stato un mese di assenza paterna. Per tre settimane di fila ho esercitato la patria e matria potestà congiuntamente e non mi è piaciuto. Ho capito che non fa per me, che non sono fatta per la singletudine, che nonostante pensi di avere sempre ragione in materia di figli mi piace comunque sapere cosa ne pensa Marito. Che poi sia capace di accettare in pieno le sue proposte educative questa e' un'altra cosa. Non ci sono ancora arrivata ma ci sto lavorando.  I miei tempi.
Con assenza giustificata per lavoro in Europa Marito si è anche goduto due giorni in Patria, a casa di mamma' ed un pomeriggio a casa mia (nostra). Inutile dire che rodevo di invidia...
Grazie al cielo ho avuto comunque mille motivi per gongolare di felicità. Come sempre il Signore ci pensa bene a lasciarmi nello sbiello totale. Innanzi tutto c'è stata la festa della mamma! Normalmente una giornata che passa un po' sottotono in casa nostra ma quest'anno mi hanno festeggiata come si deve: biglietti di affetto scritti in italiano, quasi senza errori, e cioccolata fondente al 100% da parte di Ado che per non rischiare e' andato sul sicuro prendendomi per la gola.
A seguire, il mio compleanno. Sempre senza marito le amiche locali hanno improvvisato un pranzo internazionale in mio onore. Ho mangiato di tutto e di più, ovviamnte interrompendo l'ennesima dieta iniziata il giorno precedente. Questa volta ho fatto quella del minestrone che qui si chima detox.  Risultato: mentre avrei dovuto perdere tre chili ne ho perso uno che, tra l'altro sto velocemente recuperando perché io sono il genere di persona che odia il distacco, che lascia andare tutto con fatica...anche la ciccia.
Per festeggiare con la prole siamo andati al ristorante turco. La pizza pareva banale così ci siamo ingolfati di hummus. A quel punto la dieta era ormai un lontano ricordo...
Abemus casa! Si' ne cambiamo un'altra, la terza in due anni. Mica male! Non mi dilungo sui motivi, ovviamente economici, di tale peregrinare. Non che ci piaccia continuare a far scatoloni...ma sembra il nostro destino, almeno negli ultimi anni.
La gioia si sa e' sempre breve, così abbiamo avuto anche una settimana intera di malattia di Acciuga con tanto di febbre sopra i 40 perché lui è' proprio venuto fuori come la madre, ahimè!  Ama esagerare, inscenare scene apocalittiche e farsi accudire come un moribondo. In ospedale dopo il tampone che sentenziava con certezza "streptococco"  gli hanno prescritto immediatamente l'antibiotico, "non  si scherza" diceva la dottoressa che conosce e teme la mi avversione per la medicina allopatica. 
Panico totale. Il cuore mi diceva di non darglielo, la ragione, se così la vogliam chiamare, mi conduceva dritta e filata in farmacia. Così ho comprato venti scatole di antibiotico, le ho messe sul comodino ma poi non glieli ho dato, nemmeno uno.
Ho scritto di notte una mail disperata al mitico dott Greco, l'omeopata che non cambio perché mi tratta male (così dice Marito, non perché io sia masochista, ma perché se poi i medici diventano friendly inizio a non rispettarli.  Ma questa e' la sua terrori a...). Bene, con la sua solita flemma Greco mi risponde due giorni dopo, quando ormai vorrei iniettargli l'antibiotico in vena, e con una sola parola:  sulfur 6 ch.
Volevo mandarlo aff...e non so come mi son trattenuta. Ho diligentemente eseguito la cura ma nel frattempo preda di panico ho deciso di provare anche con agopuntura.
Ho ripescato il numero della dott.  ssa. Zhong e l'ho accompagnato in studio. Acciuga mi ha dato gran soddisfazione, si è lasciato bucare da una decina di spilli senza proferir parola. Mi ha persino chiesto se potevamo recitare l'Ave Maria.  Sicuramente era l'effetto della febbre alta. Cogliendo l'attimo di temporanea mitezza  del pargolo sono riuscita perfino a somministrargli una tisana fatta con foglie di salvia proveniente dalla Grecia che pare sia un potente disinfettante naturale.
Bene, due giorni dopo le tonsille sono sgonfiate e le placche pian piano scomparse. Abbiamo fatto il test e lo streptococco era passato. Un' altra vittoria della medicina alternativa e delle mie preghiere disperate.
In ultimo, proprio sul finire del mese e' giunto a casa Marito che ha trovato ad accoglierlo ,dopo dodici ore di volo, un'allegra festicciola con quindici bambine festosamente urlanti! Il party era quello di Polpetta che ha compiuto sei anni ed ha voluto un compleanno con solo girls, solo purple stuff, solo smalto e Tattoo!
I maschi minori della branco si sono dati alla macchia mentre io e Marito, fuso dal fuso, felicemente ricongiunti abbiamo riproposto con gran successo giochi antichi dei nostri tempi: Mosca cieca, fazzoletto e rialzo.
Tutto filava liscio e sembravamo perfino una famiglia felice fino a quando il padre ha avuto la fantastica idea di fare fare i gavettoni. 
Al primo ho riso, al secondo ho sorriso, al terzo ho iniziato ad urlare perché nel mentre le bambine, ormai trasformate in un piccolo branco selvaggio, hanno iniziato a correre dentro e fuori coi piedi bagnati e fangosi  scivolando come mucche sul parquet plasticoso di casa nostra.
La festa e' terminata con un' invitata livida sulla coscia, una sullo zigomo, una con il bianco vestito di organza zuppo e infangato, una casa piscinosa e una madre isterica che cercava di contenere la rabbia verso il coniuge di fronte ai genitori che venendo a recuperare le figlie esclamavano: "Che bella idea  fare i gavettoni, mia figlia si è divertita un sacco....! "
Si',  fateli a casa vostra e poi mi dite....   😀



giovedì 8 maggio 2014

Educazione omogeneizzata? (Insieme -Comunità marzo 2014)



Ho appena partecipato ad una conferenza, nella scuola dei miei figli, dal titolo che si potrebbe tradurre così: "Esci dalla mia vita! Ma prima potresti  accompagnarmi con Asia al 45' nord?"
Inutile dire che tutto il mondo e' paese, che stiamo interfacciando gli stessi problemi educativi più o meno a qualunque latitudine ci capiti di abitare.
Ma quando è iniziato tutto questo? Direi che dagli anni 70 in avanti l'umanità  ha iniziato a voler rendere sempre più democratica l'educazione. Errore che a questo punto ci costa molta fatica da recuperare. 
Per crescere un individuo democratico dobbiamo passare attraverso delle regole. Non lo dico io ma la nostra amata pedagogia italiana, solo che forse ce la stiamo dimenticando. 
A furia di omogeneizzare tutto non abbiamo più il coraggio di dare ai bambini un pezzetto di regola intera così come capita con la frutta. Meglio un frullato piuttosto che la frutta a pezzetti fino ai tre anni così non si accorge di cosa c'è dentro e non si lagna! O peggio ancora, sentito dire dalle mie orecchie da una maestra della scuola di mia figlia "ok bambini, se non volete fare la fila facciamo almeno  un gruppo ordinato, che ne dite?".
Eppure nello sport non funziona così male. L'allenatore di basket dice a mio figlio e ai suoi compagni cosa devono fare indicando l'obiettivo chiaramente. 10 tiri al canestro per esempio. Non ci sono scorciatoie ne si può fare i furbi facendone 11 e loro ascoltano, eseguono, se tendono ad uscire dalla regola si siedono ai suoi piedi, non giocano più. Neanche un minuto di partita. Sarà che l'allenatore usa spesso il verbo "obey" cioè obbedire? Erano anni che non lo sentivo pronunciare, mi suona desueto ma non oso lamentarmi, anzi mi compiaccio.
Credo sempre più che i bambini abbiano diritto ad avere una disciplina. Lo so che si tratta di una parola fuori moda ma forse oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare un po' indietro e di salvare ciò che unito all'amore e all'interesse per l'educazione dei nostri figli crea il miglior nutrimento possibile per crescere.
Chiamiamola disciplina moderna, sostenibile, biologica, se vogliamo e procediamo dritti, senza esitazioni sobillate da un eccesso di psicologismo applicato al l'educazione, certi che l'aver a che fare con delle regole sin da piccoli crea un abitudine col dovere che sara' utile per il resto della vita.
Entrando nel concreto: se i miei figli dovessero scegliere se mangiare un vaso intero di Nutella, lavarsi i denti al mattino, o studiare per tempo in maniera da non dover passare la notte prima dell'interrogazione in piedi non saprebbero fare una scelta intelligente. Eppure sono bambini normali!
Credo sempre più che nel momento attuale l'educazione sia un'emergenza che ci chiama come genitori ed insegnanti a formarci ma anche ad affermarci. 
Usiamo la voce, senza urlare ma con fermezza chiarendo che le regole se non rispettate hanno delle conseguenze immediate, usiamo le mani non per picchiarli ma per fermarli prima che imbrattino un muro,  spingano un compagno, tirino un calcio perché non ha nessun senso leggere sui giornali "Studente tira sassi alla scuola e colpisce all'interno un bidello, i compagni allibiti commentano "Ha fatto una cazzata" . No ragazzi, una cavolata e' tirare un cancellino, nascondere il libro al compagno, copiare un compito in classe, non di certo ferire una persona con un sasso! Qualcuno glielo dice a questi ragazzi? 
Gesù non era tanto molle coi chi voleva andare con lui ed essere educato all'amore, non diceva "se vuoi seguirmi lascia qualche vestito e parti con me" ma piuttosto "lascia tutto quel che hai e seguimi!" Perché non prenderlo a modello educativo?
Spero la prossima volta di potervi raccontare di aver partecipato ad una conferenza educativa intitolata "Asia mi dispiace ma devi andare a casa. E tu, smettila di girare in torno, obbedisci!  Siedi sul divano che ti devo parlare".

martedì 29 aprile 2014

Aprile dolce dormire...




Ci siamo lasciati prima di Pasqua ed ora è pressoché Maggio! Mese bellissimo che vede però lo scadere di un altro  anno della mia esistenza....Continuo a stupirmi del ritmo vorticoso della vita eppure dallo scorso mese ho deciso che avrei rallentato. Non riesco più a sostenere la quarta, sarà l'effetto incipiente dei 45 ma metto la seconda amici, anche se continuo inconsciamente a schiacciare il piede sull'accelelratore.
Questa scelta e' certamente frutto del mio stare in Cina, il contatto con una cultura in cui tutto tende all'equilibrio, la maggior quantità di tempo libero che tendevo erroneamente a riempire pigiando di impegni, lo yoga, l'incontro con un gruppo di signore asiatiche che studiano la Bibbia, la pioggia che da due mesi mi inchioda in casa, le tazze di acqua calda che mi vengono continuamente offerte come se fosse caffè, hanno sortito un effetto calmante. 
Tranquilli, nessuno in famiglia si è ancora accorto del mio cambiamento quindi ciò da l'idea dei risultati finora ottenuti. Anzi, giusto stamattina, mentre soffocavo un urlo materno che sorgeva dal profondo delle budelle producendo in cambio un vociare berciante per sgridare la prole, Ado ha chiesto a Marito se anche prima di sposarmi fossi sempre stata così...(isterica?). Come dire, sono sulla buona strada!
Nel frattempo a Shaghai e' sbocciata la primavera, umidissima, tanto che non si può indossare il pigiama la sera senza primaverlo steso sui termosifoni ad olio. Ma bella, fatta di fuori opulenti, che sprizzano allegria nonostante l'uggiosità circostante.

                   


                   



                   


E' arrivata mia mamma e, soggiornando qui per un mese, ha avuto tempo di addomesticare la prole, cucinare succulente lasagne, riordinare gli armadi secondo uno stile efficiente: le mutande stanno con le mutande e non con le felpe (giusto, condivido e per un po' prometto di vigilare che nessuno infranga la regola). 


                          







Abbimo organizzato una giornata di animazione ai bambini migranti che abitano la periferia della città insieme ad alcuni amici. Direi l'esperienza più significativa dell'ultimo periodo che speriamo di ripeter al più presto!



Ado ha iniziato a giocare a calcio, mai visto così felice, soprattutto alla fine dell'allenamento quando offre, generoso come sempre, cestini di pop corn e big strawberry milk shake alla squadra.  Tanto paga mamma!





Pasqua e' stata un'altra  bella giornata. Nonostante la lontananza da casa ed il clima sacro un po' difficile da percepire in Cina ci siamo riuniti con alcuni amici italiani e non solo, di fedi differenti, ed abbimo fatto festa, ognuno portando la propria tradizione sia culinaria che augurale. Bellissimo percepire chiaramente che lo Spirito e' uno solo e che l'uomo l'ha  poi declinato con parole differenti!


                              





In ultimo una manciata di foto che parlano da sole:




                 

                

                


                  

                  








P.s. Ah, dimenticavo, dallo scorso mese scrivo qualche spunto di riflessione inerente l'educazione e la famiglia. In realtà non ho nulla da insegnare ma tutto da condividere quindi a breve metterò i miei pensieri anche sul blog. Non resisto proprio alla tentazione di dispensar consigli!
Vuoi mica veder sprecata tanta "saggezza"?



                             
   

domenica 9 marzo 2014

Chi vuole un buon erbaio semini in Febbraio





Febbraio e' volato, sarà che è un mese corto, sarà che ha piovuto tantissimo, sarà che ho ingolfato i bambini di attività tanto che avrei dovuto essere una a trina per rispettare gli spostamenti di ciascuno, volevo rispettare il proverbio, sarà che mi sono distratta...insomma ci troviamo a Marzo e non me ne sono accorta.

Scrivo subito perché a breve arriva mia mamma e voila' abbiamo ben che finito le ore libere (non che ritenga la sua presenza una pena ma son certa che sarò risucchiata in un'orbita di gravità pericolosissima. In previsione: agopuntura dalla mitica dott.ssa Zhong, che ho temporaneamente tradito per innamoramento fulmineo delle sedute di chiropratica, visita al mercato delle stoffe per confezionare abiti in magliana "fascia salami" a soli 20 euro, giretto al Fuxin park dove ballano i vecchietti con sosta mangereccia al baracchino dei "bomboloni cinesi" in versione al vapore, massaggi dalla mia amica giapu, abbuffata di dumping in centro, litigate madre-figlia su come i figli della figlia stanno crescendo, anche queste prendono tempo!  Giretto nel quartiere degli  aritisti, giretto fuori Shanghai, forse alle pozze calde termali, discussioni sulla scarsa igiene della prole che porteranno la prole a fare almeno un paio di incontri approfonditi con l'acqua alla settimana, visita alla scuolatta dei bimbi migranti, ecc ecc, una corsa pazza, tutto come a Monopoli senza tener conto di Imprevisti e Probabilità.



Dunque eravamo rimasti a  gennaio quando, tornati dalla Patria, Ado, aveva espresso il desiderio di suonare la batteria insieme all"amato" fratello. Bene, con i soldi ricevuti in regalo per la Cresima, omaggiando anche Acciuga di tale cospicua fortuna, Ado ha comprato una batteria elettrica su Tao bao (un mercato sul web che vende di tutto e di più a prezzi stracciati).

L'idea di avere un paio di musicisti in casa devo dire che possa sembrare molto "cool". Certo se avessero suonato l'arpa e il liuto avrei preferito ma poi si sarebbero mai sposati? Sarebbero mai usciti di casa? Nooooo! Nessuna ragazza di oggi metterebbe su famiglia con un tipo tanto delicato da suonare uno strumento così romantico. Il rocchettaro va sempre di moda. Dunque pazienza, sopporteremo quell'odioso battere sguaiatamente lo stecchetto di legno  sui coperchi per  un po', tanto so benissimo che i miei figli son provvisti nel DNA, come la madre,  di scarsa costanza ( per una volta trattasi di pregio).
Voltiamo pagina, e' iniziato, come sempre con gran fragore di petardi e affini, l'anno nuovo secondo ii calendario cinese. Viva il Cavallo! 

Segno che pare esser tipico di un carattere estroso e decisionista ma poco capace di pianificare, questo secondo Xiao Li che fa parte della schiera degli equini. Io invece sarei  "gallo" e quando protesto dicendo che non sento alcuna affinità con questo segno che è invece preciso, imparziale e lavoratore, lei dice in tutta la sua calma che io mi oppongo al mio destino. Ovviamnte tutta la conversazione avviene più per gesti che per parole perché ormai abbiamo sviluppato un linguaggio parallelo al suono degno di un insegnante per sordomuti. Avrà ragione lei? Mah...una cosa ho imparato da questo anno e mezzo in Cina e':  mai mettersi contro le credenze di un cinese. No way, li pieghi  ma non li spezzi, annuiscono ma dentro dicono no, certi che tu straniero non sei in equilibrio quindi non puoi capire.
Luminarie finite con festeggiamenti sonori nel Truman show siamo partiti improvvisamente per una gita fuori porta. Destinazione : guerrieri di terracotta a Xi An! 

Una di quelle mete che non avremmo mai potuto raggiungere con la prole al seguito perché di solo interesse storico trattasi, quindi improponibile all'adolescente e al fratello ancor peggio messo in quanto attualmente affetto da pre-adolescenza. Polpetta la si può ancor trasportare senza indicare la meta, basta avere al seguito un libro con copertina rosa, un pacco di pennarelli fluo e qualche schifezza normalmente  proibita da mangiare, ma i grandi no. Si oppongono con allucinante destrezza.

Bene, la Provvidenza ci è venuta incontro. Un'altra  famiglia di amici italiani aveva già progettato il viaggio e noi come due sanguisughe abbimao fatto copia incolla e siam partiti al seguito gustandoci Xian sotto la neve, cosa che, normalmente avrebbe fatto incazzare chiunque dati i numerosi rallentamenti negli spostamenti, ma ha invece reso avventurosa la gita per via degli slittamenti  sulle strade lastricate di ghiaccio.


Rientrati da Xian Marito scompare per alcuni giorni, ha in visita i capi dunque a me non rimane altro che gestirmi la prole tra scuola attività e adolescenti dalle lunghe braccia penzolanti che continuano a gravitare in questa casa svaligiando tutto il cibo possibile, soprattutto le fettine di carne australiana nascoste, pensavo astutamente, in fondo al frigo.
A rallegrare il mese arriva il Carnevale! Da anni non mi travestivo più, così come non indosso più la minigonna che mi pare ridicola dopo una c'era età ma questa volta ho dovuto infrangere la regola. Il nuovo lavoro di Marito imponeva una presenza al ballo del consolato Svizzero e per rendere le cose anche un po' complicate la serata era pure a tema: cinema!
Alla mente non ci vengono altro che idee improponibili e allucinanti: Rossella O' hara  (versione matura?) la principessa Leila e Ian di Guerre stellari (con qualche chilo in più sui fianchi?) Candy Candy ed Antony il principe delle rose (Lei la facciamo bruna e lui brizzolato?). Passimo qualche serata a discutere animatamente che piega prendere, ridicola o seducente? Le coppie famose del cinema si dividono di solito in queste due schiere, poi giunge un'idea che finalmente mette pace ai dubbi. Ci travestiamo da famiglia siciliana! Il Padrino e la moglie per intenderci! Non che lei abbia un gran ruolo nel film ma pazienza, a volte bisogna mettere da parte l'ego e comunque alla fine ho fatto la mia figura. 
D'altro canto considerando che l'azienda è' svizzera bisognava dare un po' di pepe alla festa! Così In fretta e furia due giorni prima della serata compriamo  un anello per Marito ed uno per me, due cosette fini. 




Una panciotto rosa degno di un truzzo invitato a nozze,  un sigaro cubano, delle scarpe di cartone a venti euro sempre su tao bao, un cappello nero con veletta da elegante donna sicula ed il trucco e' fatto!


Entriamo al ballo ed Ale incontrando il primo invitato gli intima in italo inglese di baciare l'anello. Questo basito ma sportivo si inchina ed esegue il baciamano, scopriremo poco dopo che si tratta del Console della Svizzera...quando si dice la sfiga!
La festa e' davvero incredibile, partiti un po' controvoglia anche perché Ado,che doveva fare baby sitter,  si è ammalato con conseguenti sensi di colpa nel lasciarlo in balia delle altre due belve che in questo caso ce la mettono tutta per diventare fratelli esigenti e complicati, alla fine ci siamo divertiti come due bambini dimenticando perfino per qualche ora la prole.

Carnevale finito ora si entra in un clima più intimo, di silenzio, di letture, di preparazione per la Pasqua. Vediamo se almeno con la preghiera riusciamo a convertirci un po', ciascuno combattendo  le proprie fatiche che anziché farci guardare verso l'alto ancorano il nostro sguardo a terra.
Come si vede dalla cenere sulla nostra fronte partiamo con un punto interrogativo (lo avrà fatto apposta il prete? Si sarà confuso? In Cina non usa la croce?) che in fondo non mi dispiace affatto. 

Ci vediamo tutti alla meta, buon cammino di letizia!






martedì 28 gennaio 2014

Equilibrio

E' tutta questione di equilibrio, lo so.
Vai in Italia e il tuo corpo balla la Taranta per un paio di giorni, eccitato come la notte antecedente la prima gita scolastica, non vuole assopirsi, rifiuta con ostinazione degna di un mulo di collaborare con l'orologio locale. D'altro canto l'hai sbattuto all'altro capo del mondo in una dozzina di ore e lui fa quel che può. Si prende due giorni di festa e la testa, fetente,  si allinea con lui, solidale come l'amico che ti porti dietro dalla nascita, quindi pensa e ripensa tutta la notte cercando di programmare più cose possibili da fare nelle tre settimane a venire. Quando proprio non ne puoi più di pensare afferri un libro, uno dei dodici che sono impilati sul comodino, comprati da tua mamma durante il tuo periodo di stand by cinese sotto tua richiesta. Anche se sei rincoglionita non scegli affatto a caso ma  fai attenzione a prendere in mano i meno belli, quelli " sacri", i must dell'anno,  ti serviranno durante i tempi bui in Cina.
Secondo adattamento, il cibo. Semplice a dirsi, difficile a farsi con parsimonia ed equilibrio dato che trovi nel frigo in bella vista pronti a farti  cucù: una teglia di lasagne affogate nella besciamella (prodotte dalle sante mani di tua mamma preda di un atto meraviglioso che si potrebbe tradurre in "accudimento materno stile italiano" ) la tua marmellata preferita di lamponi nell versioni a te più care, Rigoni di Asiago (biologica e zuccherata con fruttosio) e Wilkin & Sons (densa e dolce da scatenate un picco di insulina  da paura) tre etti di burro del margaro di Ala di Stura, una bottiglia di Malvasia della miglior cantina piemontese, la parmigiana fatta con triplo strato di melanzane fritte. Non si scherza in materia.
Oltre all'adattamento corporeo vi è' poi quello emotivo. Nelle prime sei ore di vita italica senti al telefono tutti gli amici. Ingurgiti  come in preda ad un attacco bulimico fatti ed emozioni che hanno aspettato mesi a tradursi in parole perché certe cose si possono dire solo se si è vicini anche fisicamente, se poi ci si può raggiungere e stringere in un abbraccio ch sia di gioia, di rabbia o di consolazione. Organizzi cene a dua a a quattro, a otto e perfino a venti. 
Ti immergi nella tua precedente vita fraterna come se il flusso delle cose avesse solo preso una direzione più tortuosa e senti che a quella vita apparterrai per sempre ovunque tu sia temporaneamente.
Porti i bambini ad ogni evento culturale possibile, li farcisci di cinema, spettacoli  alla Casa del teatro, pattinaggio in una delle piazze più belle di Torino , libri  e musica e se si lamentano pazienza, a te sono stati affidati e si fa come dici tu. "La bellezza salverà il mondo" e tu insieme al maschio dominante del gruppo vuoi salvare la tua specie e sai benissimo come si fa.
Incontri sacerdoti amici e consacrate, chiedi consiglio, cerchi conferme nella profondità dei loro sguardi perché chi ha visto Dio ha occhi che parlano,  vai a messa dai "migliori", assapori tutte le opere delle chiese che prima non avevi mai notato, perfino il rosone rifatto della tua piccola chiesetta.
Usi vecchi vestiti rimasti nell'armadio per mesi, li trovi bellissimi anche se ti vanno stretti, non hai portato molti abiti in Italia dato che devi lasciar tutto lo spazio possibile per le provviste cibarie.
Soffri di mal di testa atroci, troppo di tutto ma ti imbottisci di medicine perché non puoi star male quella sera c'è la presentazione di un libro al Circolo dei lettori e tu devi andare per forza, devi prendere tutte le programmazioni dei prossimi mesi ed anche se non ci sarai non importa.  
Compri due biglietti per una serata al Carignano, purtroppo si tratta della sera antecedente la partenza per cui sei conscia che dovrai regalare i biglietti perché le valige ti aspettano e certamente non le avrai fatte prima. No, non avrai potuto e voluto, ti sarà sembrato sempre troppo presto.
Scatti foto alla tua città come se fossi un turista perché  a Natale e' bella da far venire un brivido alla schiena mentre la guardi. Indossa luci sabaude che in altri posti parrebbero misere ma a lei conferiscono un' aura nobile, tipica di quella raffinata semplicità piemontese affatto casuale.
Quando hai stabilizzato tutto questo e' ora di rimpacchettare le tue cose. Saccheggi in casa cibo, musica, medicine, scarpe, abiti, regali di Natale, biglietti di auguri,tutto quanto pensi ti farà sentire te stessa anche in Cina.
Atterri e incontri in aeroporto famiglie come la tua, un po' assonnate ma sorridenti. Entri in casa e senti di appartenere anche un po' a questo posto, non ti è estraneo, ti accoglie silenzioso ma profumato di odori che riconosci.
Il corpo fa di nuovo le bizze, mica vai a scuola tu. I bambini sembrano non soffrire del fuso, hanno giornate scandite da impegni precisi. Tu invece devi trovare il tuo equilibrio da sola. 
Sembra facile. Ti iscrivi a corsi di "better parenting" e scopri che metà dei tuoi errori come genitore sono dovuti all amigdala che è una ghiandola e non una pietra come invece erroneamente pensavi che ti fa reagire prima che la corteccia cerebrale inizi a pensare cosa sia meglio fare.
Esci per la spesa e ti riconcili con la Cina, rigiri felice nelle mani un frutto che in Italia non avevi mai mangiato, il pomelo. La  fruttivendola te lo regala, si ricorda che ne vai pazza e nell'ultimo mese non hai passato settima senza.
Lasci che tuo figlio organizzi a soli due giorni dal rientro uno sleep over con il suo scompaginato duo di amici: il tedesco super competitivo che studia tre lingue, suona due strumenti e nel tempo libero pratica quattro sport agonistici e l'honkonghese che "mio padre ha una Ferrari in garage, take it easy darling" la cui unica attività  cerebrale pare limitata all'ascolto di musica amena. Se di attività si può parlare.
Compri due scatole di Herbalife, ora basta, devi trovare un nuovo equilibrio anche in questo settore e pazienza se la magica polvere e' prodotta in Cina e come ti dice una mamma svedese mica ti puoi fidare! Sei in Cina stupida!
Per dare un senso alle tue giornate riprendi contatti con la fondazione che si occupa di bambini migranti, fai ripartire la raccolta cibo per questi e insieme ad un' amica sulla tua lunghezza d'onda organizzi un paio di eventi che potrebbero sostenere i loro progetti.
Per trovare di nuovo equlibrio decidi di riprendere pilates, unico sport finora che non ti ha messo tristezza nel praticarlo. Infili la tuta e ti dirigi diligente verso la palestra ma incontri un' amica cinese. La tua malcelata aria sottosopra più il passo ondivago tradiscono il tuo sorriso. 
"Yoga. No pilates. Devi fare yoga. Pilates va bene se il caldo e il freddo del tuo corpo sono in armonia. Io vedo che anche pelle non ha stesso colore di prima, troppo bianca. Manca armonia. Adesso non puoi fare pilates.  Per trovare di nuovo equilibrio  yoga va bene"
A tale parola non puoi resistere. Equilibrio. Basta una frazione di secondo di questo sguardo femminile amichevole così centrato e presente e se stesso che giri a  destra e salti l'ingresso della palestra, ti dirigi in silenzio verso il pulmino che ti porta dritta a fare yoga. 
Tutta colpa dell'amigdala che istintivamente cerca di aiutarti a trovare l'equilibrio!









sabato 7 dicembre 2013

Z is for Zumba


E' ricomparsa la fragola, puntuale poco prima della partenza, ormai due settimane mi paiono un lampo, e' spuntata su tutti i versanti.
Ho stipato la prima valigia, quella arancione grande. Secondo i piani avrei dovuto magicamente far stare  i regali di Natale e i vestiti di Maria, in pratica pur pressandoli sino a ottenere il  sotto vuoto i "presenti" non han voluto collaborare, qualcuno si è rifiutato di star li dentro. Avrò esagerato? E' che quando sei via lontano il sentimento di nostalgia crea effetti collaterali non facilmente identificabili. Così ho comprato pensieri anche per la panettiera, il benzinaio, il postino, cosette per carità ma senza dubbio tutte di un irragionevole volume. Colpa dell'espatrio.
Marito dice che non è affatto così, ero tale e quale anche prima di esser esposta a tanto inquinamento, tale e quale prima di aver partorito anche se amo dire che la gravidanza mi ha fatto crescere di una misura i piedi e modificato nell'umore ormai perennemente ondivago a seguito delle tempeste ormonali da gravidanza.  Ho sempre comprato, dimenticato di aver già comprato, e così ricomprato. A dirla in 'sto modo sembro una di quelle donne malate di shopping. La questione e' molto diversa, più complicata e meno banale.
Diciamo che tanto mi piace il Natale quanto non sopporto andare ad acquistare i regali nel mese di Dicembre quando le commesse sono isteriche e i clienti, come me, disorientati e lenti nel prendere una decisione anche solo di fronte a Barbie modella o Barbie regina delle sfilate ( che poi sono due isteriche  uguali, magre da paura, sempre pettinate e maleducatamente giovani).
Così da anni ormai ho messo a punto una strategia natalizia che mi pare geniale, seppur con qualche falla, ma pregherei chi ha adottato ulteriori tattiche di farsi vivo. E' risaputo che adoro dare e ricever consigli (soprattutto la prima ma non andiamo per il sottile che siamo in tempo d'Avvento ed è meglio far brillare i propri doni).
Bene, io compro i regali di Natale ad agosto. Avete capito bene, quando la moltitudine fa corpo morto con l'asciugamano sulla spiaggia io vado incerca di regali.
Mi piace da pazzi pensare alle persone a cui voglio bene con calma, acquistare  pareo pensando a Sandra, quadernetti in stoffa pensando ad Amica, t shirt per Betta e Franci i miei nipoti, smalti per mia mamma,   infradito per Marito, tisane e miele per Alberto, collanine per Polpetta e poi una miriade di altre cosette di cui le persone a me care sono certa non potranno fare a meno!
Pare evidente che spesso si tratti di regali estivi ma nessuno fino ad oggi si è mai lamentato. Vuoi metter ricevere un cappello di paglia in inverno? Non te lo aspetteresti mai.  Roba da rimanere a bocca di traverso per un'ora. E' così che rendo magico il Natale io!
La fregola ha colpito anche il versante scrittura. Una mattina mi son svegliata prestissimo col desiderio di riprender in mano una trentina di pagine scritte prima di partire. Si tratterebbe di un romanzo.  Non certo  di trenta pagine quindi il desiderio, un tantino sopra le righe, era di finirlo.
Erano le cinque e mezza quindi avevo un'ora di tempo prima che l'ingombrante famiglia comparisse sulla scena della cucina affamata.
Dopo una breve ricerca in punta di piedi per non destare il branco che dorme il "romanzo" compare ! Infilato sotto i documenti di Marito era li che aspettava il risveglio dal coma a cui l'avevo indotto.
Appena il tempo di rileggere qualche pagina, tra l'altro affatto male, che sento un urlo dalla stanza di sopra. Pur essendo una madre distratta ahimè non sono sorda. Quindi corro da Polpetta e la trovo spiaccicata a terra, volata dal letto. Come una sanguisuga mi si avvinghia in un abbraccio mortale, non c'è' verso di calmarla figuriamoci di convincerla a riprender  sonno.
E' chiaro che il magico momento per la scrittura e' terminato. Inferocita come un puma scendo di sotto e sbatto sul tavolo le tazze da colazione (lo ammetto non ero per nulla felice per cui anziché canticchiare come la signora del Mulino Binaco volevo ringhiare , quindi sbattere le tazze era il minimo). Sono le sei, venti minuti prima della sveglia ufficiale. La sanguisuga ha già dimenticato il brutto sogno terminato con capitombolo ed è pronta ad andare in onda con le sue tremila richieste quotidiane.
Vuole fare i compiti assegnati per il fine settimana. Io no, e' ovvio, ma vuoi smorzare cotanto nobile desiderio?
Raccolgo tutto l'entusiasmo possibile in un fintissimo sorriso che sembra più una paresi mandibolare e procedo. 
Cosa facciamo Polpi?
Mamma i compiti li devo fare io! Tu stai li e mi guardi ok? Bevi il caffè.
Ma si, era per dire! Lo so che i compiti sono tuoi.
Bene, devo trovare le words.
Ahhhh, quali tesoro?
Mamma te l'ho già detto da tutta la settimana. Devo trovare una word per ogni letter.
Ah, l'alfabetiere! 
No, non si chiama così. Non importa mamma faccio io. Guarda che noi non andiamo in order, lo sai che la maestra doesn'care (abbiamo opinioni diverse a riguardo e la principessa etiope mi mette in guardia dal romper le balle sull'ordine)
Inizia un esilarante elenco di parole che costituiscono il suo mondo così diverso dal mio che mi fa sorridere da quanto sono antiquata nell' aver pensato di suggerire:

A come Apple 

B come Banana

C come cat

Ecco il suo mondo, parole della generazione 2000:

I is for i pad
S io for soya
A is for app
O is for omeopatic remedy

Mi fiondo a prender una penna, non un computer, una penna perché io sono della generazione del 1900 e annoto immediatamente tutto ciò che esce da quella boccuccia sapiente. Volevo idee per scriver qualcosa di nuovo ed eccole qui, servite a colazione da mia figlia. 
Il "romanzo" ahimè perderà di nuovo i sensi per un po'. L'alfabetiere moderno necessita di esser pubblicato!
Ora si tratta solo di trovar l'illustratore....chi si offre?





sabato 16 novembre 2013

Cu cu`...c`e` nessuno? Rieccomi!


Ormai ho un ritmo lunare, approdo sul blog ogni 30 giorni circa, giorno piu` giorno meno. Comunque non sono ancora andata in menopausa, si tratta di lieve ritardo ‘sto mese cosi sono ancora piu `nervosetta del solito.
Non e` che di cose non ne succedano qui, anzi! E` che non riesco a star dietro agli eventi, perdo il passo in continuazione, mi inciampo. Sovrappongo abilmente dentista, merenda con le amiche cino/tedesche di Maria, lezione di cinese (non ho ancora mollato! Ormai sono a un passo dall`emetter una frase minima: soggetto e predicato, le espansioni le metto in programma per  il prossimo anno) e colloqui a scuola dai grandi. Il tutto nella stessa ora con pochi minuti di distanza. Se mi posso riconoscere una dote, questa e`! Mi arrotolo, mi incastro, mi ingroviglio come i capelli di Polpetta la mattina appena sveglia.
Grazie al cielo ho amiche pazienti e un marito distratto che nel vortice delle cose in cui lo coinvolgo non si sofferma troppo sui dettagli del tipo “Pronto??? Scusa ma ho dimenticato di andare a prendere Acciuga al campo da calcio un`ora fa, comunque non credo se ne sia accorto, ora salto su un taxi e lo raggiungo, tu potresti mica portare la bambina dal dentista? Ah dimenticavo mentre e`li tranquilla sdraiata leggile la storia di Hallowe`en” (peccato che Hallowe`en sia passato da un pezzo ormai ma io sono una sostenitrice del detto “meglio tardi che mai”). Nel caso in cui il dentista ci metta un po` di piu'  potresti fare un salto a prender un paio di termosifoni al Carrefour cosi la smettiamo di indossare tre pile al giorno? Va beh, se fai tante storie ci vado io! Lo so che ci sarei dovuta andare io, cosa credi abbia l`alzhaimer? Ah non non posso sto cercando di rintracciare le chiavi di casa. Grazie, grazie, grazie! Sono questi i casi in cui benedico il cielo di averti sposato". 
I figli, soprattutto i maschi del branco, sono un po` meno tolleranti del capobranco, per non dire spietati come due SS. Fresca di ieri, mentre stavo giusto facendo accomodare in salotto a fianco di Agata (la bambola di Maria) una signora cinese di Hong Kong presidente di una fondazione che aiuta i bambini migranti con la quale vorrei collaborare “Mamma al telefono c`e` il service centre che dice che stanno venendo per fare la pulizia stagionale della casa (immaginate uno squadrone di dieci cinesi, uomini e donne in divisa blu che non li distingui, armati di sfilacciati stracci neri, aspirapolvere antidiluviani rumorosissimi e scope di saggina che una volta all`anno ribaltano tutto quanto trovano in giro e spruzzano come se a casa tua ci fosse stata la peste, il tifo e pure qualche caso di lebbra un vomitevole disinfettante azzurro). “Maaaaa? Cosa gli dico... che sei dovuta andare all`ospedale, che sei partita per la Luna o che altro stavolta?” il tutto in inglese cosi l`ospite, che come minimo ha studiato a New York capisce tutto per benino...
Bene, per non dilungarmi troppo, cosi magari vado a comprare il basilico per fare il sugo, perche se sono qui e` ovvio che non sto facendo qualcosa di fondamentale per la mia famiglia tipo: gettare la cipolla marcia mummificata in frigo da un mese, stirare almeno il davanti della divisa dei bambini, togliere i vestiti estivi che tanto siamo a Novembre e non ho piu’ scuse per continuare ad appallotolarli al fianco di quelli invernali,vi  lascio le foto degli ultimi eventi e qualche commento (e` inutile, non ci riesco proprio ad andare in cucina e basta. Tapparmi la bocca con un gambo di sedano e rivestire il ruolo della perfetta casalinga non fa per me. Quanto mi piace perdermi nelle parole solo il Signore lo sa`! Se poi c`e` qualcuno che ha bisogno di consigli, sappiate che sono qui per questo. Sono esperta di famiglia, casa, figli, scuola, amicizia, insomma di tutto un po`. Tanto non siamo nell`era dei tuttologi?)


1) E` iniziato l`autunno quindi il “Gia` le fu” ha prontamente incomincito a esibire quintali di lenzuola felpatine, peccato che per esporle anziche’ usare i letti, dove sarebbe logico, almeno per la maggior parte del genere umano abitante il pianeta, preferisca immaginare che una donna presa da irrefrenabile smania creativa, se le possa drappeggiare addosso, fasciarsi il capo tipo bandana ai tempi di Berlusconi e magari aggiungere anche un tocco fru fru al polso...



2) Offerta del mese: grandi sconti sul riso! Il gentile commesso, con diligenza, si pulisce le unghie con un coltellino svizzero cosi quando dovra imbustare il mio avra` unghie immacolate. Grazie compagno, magari sto mese salto!


3) E` arrivato Halloween: qualcuno come sempre la prende un po` troppo sul serio e si trasforma da madre amorevole a strega isterica colta da paresi facciale in un batti baleno. Carina la parrucca rosa no?


4) Unica foto seria, tra le tante scemenze che faccio ogni tanto mi riservo anche un angolo di “Paradiso”. Ho passato un bel pomeriggio in compagnia di bambini migranti ( a breve un post).


5) Sto prendendo accordi con un falegname per fare un lavoretto insieme (nel frattempo alla vista della scopa non ho resistito! Non so cosa abbia potuto pensare quando l`ho inforcata per la foto).


6) Sono stata al salone del libro di Shanghai  per bambini, avevo mille aspettative tutte deluse. Le conferenze erano tutte riservate agli addetti ai lavori. Le case editrici presenti non avevano cataloghi per i visitatori, la folla era come sempre oceanica ed assordante.  L`odore del cibo prevaleva su quello della carta cosi dopo mezz'oretta di borbottamento ho deciso che dovevo adeguarmi e  ho iniziato ad aggirarmi per gli stand con una ciotola fumante (non ho emesso suoni molesti dalla bocca ne` toccato con mani unte di soia alcuna pagina di libro pero`, lo giuro!).
Per il paese del dragone c`e` ancora molta strada da fare in materia. Sara` che provengo da una citta` che organizza  il Salone del libro piu` bello d`Italia ma in materia sono esigente, o si mangia o si legge, decidetevi!




7) Si e` svolto lo scorso fine settimana il festival della pizza napoletana. Vedere un cinese farcire la Margherita mi fa ancora un certo effetto. Ogni volta mi vien un`irrefrenabile tentazione di chieder “ lo sai che il pomodoro va steso per bene sotto la mozzarella, vero?” Si lo so`, sono nata con la sindrome della maestra. Poteva andar peggio pero`.


E per farmi vergognare fino alla morte marito naturalmente e` salito sul palco, suonando il tamburello mettendosi financo  a ballare incurante delle nostre lamentazioni. Sapessi almeno pianger cinese!